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Venerdì 10 Aprile 2009 14:09
Per ampliare la gamma di servizi offerti (e ottimizzare gli introiti) YouTube ha esteso la copertura del servizio Click-to-Buy in altre otto nazioni, tra cui l'Italia. Tramite questa nuova piattaforma di e-commerce YouTube permetterà di acquistare il brano del quale se ne visualizza la clip.
Basta scroccare solo gratuitamente, su YouTube, la visualizzazione dei brani musicali e i video degli artisti. O meglio, per ora potremo continuare a farlo sapendo però che il più importante sito web di video hosting ha avviato anche in Italia Click-to-Buy, una piattaforma di e-commerce che permette a tutti gli utenti di scaricare, previo acquisto, i brani musicali in formato MP3 degli artisti i cui video continuano a poter essere visti (gratuitamente) su YouTube.
Click-to-Buy non è certo una novità assoluta: è infatti disponibile sin dallo scorso ottobre inizialmente in America e successivamente in Germania, Spagna, Olanda e Regno Unito. Tramite la nuova piattaforma web è possibile acquistare i brani delle case discografiche divenute partner a tutti gli effetti di YouTube. Tra esse figurano Sony, Universal ed Emi. In concomitanza con l'introduzione in Italia, il servizio è stato avviato anche in Australia, Francia, Canada, Giappone, Irlanda, Svezia e Nuova Zelanda.
Perchè la nascita di questo servizio? Dopo aver premesso che YouTube non vuole, almeno per ora, restringere l'accesso a tutti i suoi contenuti mediante pagamento, ma solamente fornire l'opportunità di acquistare brani musicali similmente a quanto accade su iTunes, la causa del lancio di Click-to-Buy è da ricercarsi in una ricerca di mercato. Secondo i risultati di un'indagine, infatti, pare che la metà degli adulti che guarda un video su YouTube decide di acquistarne il relativo brano e spesso anche altre opere dello stesso artista.
E così Google, proprietario di YouTube dall'ottobre 2006, spera di ricavare introiti da un servizio che finora non solo non gliene ha forniti, ma gli ha addirittura causato ingenti perdite (si parla di cifre che sfiorano i 480 milioni di dollari).

La recente mossa di YouTube, Click-to-Buy, potrebbe rivelarsi non solo positiva dal punto di vista degli introiti, ma fornisce un'ottima "copertura" nei confronti delle molteplici lamentele delle case discografiche che hanno accusato YouTube di diffondere illegalmente materiale protetto dal diritto d'autore (qualcuno di voi ricorderà la polemica con Avril Lavigne risalente a quale mese fa).

