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Venerdì 22 Luglio 2011 08:00

Unificare, convergere, uniformare, rendere scalabile. Sono solo alcuni tra gli imperativi che Microsoft si è imposta nello sviluppo del "Windows che verrà". L'OS del futuro Windows 8 verrà sviluppato con un approccio completamente differente. Ecco dettagli e riflessioni.
Massimo riserbo e nuove indiscrezioni ufficiali fatte trapelare solamente al momento giusto. Questa la chiave all'alone di mistero che circonda ciò che Microsoft sta cuocendo in pentola per la prossima release del sistema operativo Windows.
Stavolta, però, potrebbero esserci grandi cambiamenti in vista e, più che di pentola, sarebbe forse meglio parlare di calderone. In cui gli abili cuochi di Redmond stanno dando vita ad una di quelle pietanze che può essere ingurgitata da un bambino ma anche da un adulto: se non ci siamo capiti, da uno smartphone così come da un PC di fascia alta.
Metafore culinarie a parte, il Windows che verrà potrebbe davvero rivoluzionare il modo in cui Microsoft si approccia ed offre un sistema operativo, a tal punto che addirittura si inizia ad ipotizzare il tramonto di una terminologia prettamente Windows-oriented. A favore di qualcosa di completamente nuovo.

E, in questo articolo, ho voluto cercare di raccogliere e di proporvi le mie riflessioni in merito.
Da più di un anno, ormai, Microsoft ha cercato di guardare oltre, per fornire all'utente nuove funzionalità associate soprattutto ad una semplificazione di una interfaccia grafica, resa più accattivante e caratterizzata da un più familiare primo impatto e approccio nei confronti dell'utente finale. Lo scopo, insomma, è quello di offrire una nuova...Vista.
Ma Windows Vista, la cui grafica non rendeva giustizia sui computer leggermente meno recenti a causa di requisiti del sottosistema hardware grafico piuttosto gravosi, non si installava neppure sui netbook. "Troppo lento", esclamavano in molti.
Se il settimo giorno dopo la creazione Dio lo dedicò al riposo, gli ingegneri software di Microsoft hanno associato invece il numero sette ad un grande lavoro di rivisitazione: nuove API, nuovo kernel e alleggerimento profondo del codice: nasce Windows Seven, o Windows 7 che dir si voglia. Opera di un team di super capoccioni completamente rinnovato, motivato forse da un più armonioso lavoro di squadra governato dal timoniere Steven Sinofsky.
Un lavoro, questo, talmente ben riuscito che non si è sentito parlare di Service Pack per parecchio tempo. Nessuno ne sentiva realmente la necessità e infatti questo pacchetto software ha visto la luce dopo un lasso di tempo di gran lunga superiore rispetto a ciò che avveniva in passato. Finendo inoltre per essere nient'altro che una raccolta dei precedenti minor hot-fix e implementazione di funzionalità che introducevano la compatibilità con alcuni nuovi servizi prettamente di classe server.
Impennata di vendite di PC e finalmente la possibilità per un sistema operativo Microsoft di essere utilizzato in quella categoria di computer, i netbook, che a quanto pare potrebbero presto vedere il declino in favore dei più recenti tablet. Vedi iPad, Xoom ed altri.
Con Windows Seven non è tanto la concorrenza a spaventare, quanto una "minaccia" paradossalmente interna, uno di quei problemi che il passato a volte ripresenta a ognuno di noi e che a quanto pare ha bussato anche alla porta di Bill Gates: Windows XP. Gli affezionati e i nostalgici non lo mollano, o meglio lo stanno facendo ma in maniera piuttosto lenta.
È il momento, per Microsoft, di dar vita quindi ad un progetto completamente nuovo, che rappresenti una decisiva sferzata, coinvolga tutti e favorisca la migrazione verso una nuova piattaforma software, possibilmente accompagnata da una politica dei prezzi più aggressiva che in precedenza.
È questo il progetto che chiamiamo Windows 8. E che anche Microsoft, con molta molta cautela, inizia a nominare. Con la differenza, però, che per la prima volta non sentiamo più nominare codename. Non più Longhorn, per esampio, come per Windows Vista. Che Windows 8 sia in realtà un nome in codice per qualcosa che potrebbe chiamarsi in altro modo?
Plausibile, visto che l'idea che trapela dai nuovi cervelli di Microsoft è quella di creare un qualcosa che non debba più essere visto e considerato come il classico Windows: un cambio di nome, in quest'ottica, non è poi così improbabile, no?
Ma di cosa parlare, allora? Sicuramente di una nuova idea, che è quella principale attorno a cui questo nuovo sistema operativo sta attecchendo.
L'idea è quella di creare un sistema operativo talmente modulare, conformabile, scalabile e auto-adattabile in funzione dei più diversi scenari hardware in modo da renderlo universale ed utilizzabile su una vasta varietà di dispositivi. Non solo workstation e PC, ma anche notebook, netbook (ovviamente) ma pure tablet e i più compatti smartphone.

Un software che ovviamente offrirà un numero di "freedom degree" variabile in funzione proprio delle potenzialità e dalle capacità computazionali dell'hardware a cui verrà proposto in pasto.
E questo è già stato rivelato ufficialmente, tuttavia con la solita cautela del caso. E, a giudicare dalla potenza (ora addirittura multicore) offerta dalle innumerevoli implementazioni dell'architettura ARM, in abbinamento a quantitativi di memoria RAM e memoria di massa sempre crescenti, i requisiti hardware non spaventano quasi più persino quando ci riferiamo agli smartphone o ai tablet piuttosto che ai computer tradizionali. Non dimentichiamo inoltre che l'ottimizzazione software fa tantissimo, e questo strumento, spesso trascuratissimo dai programmatori -a volte pure consapevolmente- ma di cruciale importanza, consente ad un hardware di essere essere aggiornato con cadenze sempre più remote. L'idea di uno stesso Windows su un PC ma anche su uno smartphone, quindi, non suona poi tanto male né spaventa.
Certo, si tratta di una feature che va trattata con le pinze. E Microsoft sta lavorando tanto su questo aspetto. Un primordiale approccio di questa strategia è in fondo già individuabile in Windows Vista e Windows Seven. Pensate ad esempio alla disattivazione automatica dell'interfaccia grafica Windows Aero nel caso di mancanza di requisiti hardware soddisfacenti, oppure della funzionalità di deframmentazione nel caso usassimo un SSD al posto di un tradizionale hard disk.
Sicuramente su dispositivi senza tastiera e mouse un display touchscreen, possibilmente multitouch, sarà richiesto. Forse, così come Android, anche Windows 8 supporterà una set di hotkey presente sugli smartphone sui quali verrà installato, tasti rimpiazzati invece da key virtuali a schermo nel caso di tablet.
La grande rivisitazione grafica che indubbiamente accompagnerà Windows 8 sarà profonda e farà uso di nuove librerie grafiche, verrà supportata ovviamente anche dalle CPU/GPU mobile e anch'essa offrirà una esperienza variabile in funzione delle risorse hardware a disposizione. Non mancherà una sorta di pannello flottante multimediale e interattivo che verrà proposto come pagina iniziale sui dispositivi meno PC e più mobile, una specie di homescreen simile a quella di Windows Phone 7 ma più completa e rinnovata. Con collegamenti al social networking e al web in generale, ai nostri contenuti offline e online. E così via.

Al momento Microsoft detiene lo sviluppo di tecnologie nuove e interessanti. Tutti potenziali ingredienti che potrebbero essere riversati nel calderone di Windows 8.
Qualche esempio? Beh, non possiamo esimerci dal menzionare Windows Azure, l'idea di cloud computing che InformaticaEasy ha testato e spiegato in QUESTO link in una recensione creata per l'occasione. Una funzionalità cloud potrebbe sicuramente tornare utile, e contrastare il servizio iCloud che Apple si sta apprestando invece già a lanciare. Storage e computazione a distanza sono aspetti infatti assai cruciali per dispositivi più "limitati" come smartphone e tablet.
Anche Kinect potrebbe sicuramente vedere reale implementazione, magari in maniera più basilare nel caso assenza di sensori di movimento: in fondo basta una camera frontale per assicurare anche primordiali funzionalità di motion gestures.
È presente all'appello anche Bing, che non deve essere inteso come puro motore di ricerca del web, ma come algoritmo di ricerca e catalogazione delle informazioni non soltanto statiche, con la possibilità di fornire contenuti correlati presenti sia offline che online, una sincronizzazione multidispositivo e, perchè no, anche aspetti social.
Non mancano diversi rumor su un possibile nuovo social network di Microsoft o strumenti software per semplificare l'accesso a quelli esistenti, progetto accidentalmente rivelato per sbaglio e poi subito messo a tacere sotto uno strato di sabbia tutto sommato neppure troppo spesso. Presto credo ne sapremo di più. In fondo Google+ dimostra come l'egemonia di Facebook possa essere contrastata con progetti social simili, a patto che offrano significative, nuove e differenziate funzionalità e riescano, dunque, ad attrarre realmente masse tangibili di nuova utenza.
La sola ottimizzazione software nei riguardi dell'hardware può essere un aspetto di difficile gestione, in quanto la promessa di portare il prossimo Windows non solo sui classici "Wintel" PC ma anche su altre microarchitetture implicherà la scrittura e riscrittura di un codice maggiormente universale, nonchè un livello di astrazione sicuramente maggiore che in precedenza.
Ma in fondo all'orizzonte emerge anche un grosso vantaggio concomitante: software multipiattaforma significa rilascio di bugfix, patch e correzioni seguenti varie ed eventuali del codice tramite update che potrebbero essere rilasciati tutti in maniera sincronizzata, per tutti i diversi dispositivi nello stesso momento. Senza magari dover attendere di più o di meno a seconda del nostro particolare dispositivo-computer su cui Windows 8 è installato. Dunque l'apparente svantaggio dell'oneroso lavoro di ottimizzazione software nei riguardi di più architetture porta in realtà ad una successiva manutenibilità semplificata. Tra i tanti vantaggi.
Ho terminato la stesura di questo articolo poco meno di una settimana fa, ed è confortante vedere come anche gli ultimi annunci di Microsoft suonino in maniera concorde con quanto ho cercato di riportare in queste righe. Infatti, pochissimi giorni fa Microsoft, tramite l'autorevole portavoce Andy Lees, è tornata a calcare di più la mano su ciò di cui abbiamo appena discusso. Alla Worldwide Partner Conference di Los Angeles, infatti, il colosso di Redmond ha annunciato che il suo futuro sarà principalmente l'unificazione delle diverse versioni di sistema operativo creando una sorta di "ecosistema" comune per ogni device: PC, tablet, telefoni, Xbox e TV. Il tutto avverrà nell'arco dei prossimi quattro anni.

In Cina il numero 8 è ritenuto molto fortunato; inoltre è usato (due volte) per salutare e ha un sono davvero molto smile a quello di papà. Avere almeno un 8 nel numero di cellulare è una vera e propria mania. Speriamo che, magari in maniera e per vie diverse, questo numero sia fortunello anche per Microsoft.
