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Noctua NH-D14: i 4 GHz in daily use con dissipatore ad aria sono realtà - 8) Test sul campo

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Indice
Noctua NH-D14: i 4 GHz in daily use con dissipatore ad aria sono realtà
1) Introduzione
2) Confezione e contenuto
3) Il Noctua NH-D14 da vicino - PARTE 1
4) Il Noctua NH-D14 da vicino - PARTE 2
5) Le ventole in bundle
6) Caratteristiche tecniche e specifiche principali
7) Installazione: cenni & consigli
8) Test sul campo
9) Considerazioni finali e conclusioni
Tutte le pagine

Il bello di questo dissipatore è che risponde alle nostre aspettative senza deluderci. Come primo riscontro, ad esempio, siamo in grado di realizzare overclock normalmente irrealizzabili con altre configurazioni di sistemi di smaltimento del calore dalla CPU.

In realtà, devo spezzare una lancia a favore della scheda madre. Fino a qualche mese fa, infatti, utilizzavo una Gigabyte X58-UD3R che non riusciva a reggere frequenze elevate su Core i7 nonostante voltaggi piuttosto spinti. Ciò causava non solo instabilità, ma anche temperature elevate sul microprocessore a causa delle tensioni elevate (inutilmente) testate.

I test che vedete di seguito sono stati condotti su una nuova piattaforma di test, che ho da pochissimo assemblato, basata sulla motherboard Asus Rampage III Extreme (scheda che, tra l'altro, ho acquistato in Italia e a cui ho successivamente regalato un viaggio in Cina da me...).

Con tale scheda madre è stato possibile stabilizzare in overclock la CPU con tensioni di alimentazione neppure elevatissime in relazione alle varie frequenze di funzionamento adottate e prescelte per i test condotti di seguito.

 

Come vedete dal primo screenshot, nonostante abbia una CPU abbastanza esosa di vCore a frequenze elevate, il Noctua NH-D14 è riuscito a garantire stabilmente i 4 GHz di frequenza a temperature più che ottimali.

Perdonate lo screenshot seguente effettuato in fase di idle; tengo a precisare che le sessioni di stress test della CPU, a una data frequenza, sono state comunque effettuate, per mezzo del software LinX 0.6.4, per mezz'ora circa e in maniera continuata, occupando tutti i core elaborativi (sia logici che fisici) nonchè tutti i 6GB di memoria RAM a disposizione del sistema.

Dopo il seguente screenshot, i risultati veri e propri, ottenuti monitorando di volta in volta le temperature della CPU in abbinamento al dissipatore.

Noctua NH-D14

 

Il primo grafico mostra l'andamento delle temperature dei quattro core della CPU (Core#0, Core#1, Core#2, Core#3) sia in fase di IDLE (riposo) che di FULL LOAD (pieno carico). I diversi monitoring di temperatura sono stati effettuati variando a a ragionevoli step incrementali la frequenza di funzionamento del microprocessore e, di riflesso, anche la relativa tensione di alimentazione:

Noctua NH-D14

 

Per farvi un'idea di massima, a qualunque frequenza la CPU lavori, il dissipatore riesce a garantire temperature in idle piuttosto uniformi e quasi indipendenti dalla velocità di clock; siamo quasi nel range 35-40°C. Chiaramente, all'aumentare dei MHz sulla CPU le temperature salgono, ma di pochissimo. Nello scenario più comune di utilizzo, in cui si alternano frequentemente fasi di idle e di full load sul processore, le temperature in idle non rappresentano mai un campanello d'allarme persino alle frequenze più spinte: i 4000MHz ne sono un valido esempio.

Alla massima frequenza testata, 4 GHz, le temperature restano sempre molto accettabili, soprattutto in virtù del fatto che il vCore applicato per garantire la stabilità del sistema è, nel mio caso, di poco superiore a quello mediamente necessario per la stragrande maggioranza dei Core i7 di Intel. Altri esemplari più "fortunelli" potranno vedere i 70°C fissi in full load in abbinamento, appunto, a tensioni più basse (ad esempio 1,2V).

 

Le tensioni contano molto in Core i7. Non dimentichiamo che l'area del chip è piuttosto elevata e che la corrente passa, dunque, in un numero decisamente elevato di transistor. Come se ciò non bastasse, c'è la tensione dell'Uncore che crea ulteriori preoccupazioni nella generazione di calore: quest'ultimo lavora infatti ad una tensione mediamente più elevata di quella impiegata per il core vero e proprio (almeno 1,25V di solito). Trattandosi dello stesso chip, tuttavia, ciò comporta un ulteriore incremento del TDP.

Cosa accade, allora, se, a parità di frequenza della CPU (4 GHz in questo caso) e di valore di tensione per l'Uncore (1,25V) si tenta di perfezionare il vCore? Per rispondere a questa domanda ho condotto alcuni test variando la tensione di alimentazione a 4GHz.

Mantenendo costanti frequenza e altri parametri di tensione, agendo solo sul vCore, possiamo effettivamente constatare come, in full load, le temperature migliorino. Senza ottimizzare il vCore, dando alla CPU più tensione di quanto ne sia realmente necessaria per garantire stabilità operativa piena, le temperature massime scendono da picchi di 74°C a 82°C. Mica poco.

Noctua NH-D14




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