chiudi

Non sei ancora registrato? Cosa aspetti, corri a farlo QUI !!

LOGIN / JOIN !
REVIEW
Registrati
Reviews
Forum

Translate!

English Chinese (Simplified) French German Japanese

Newsletter: iscriviti!

Devi prima registrarti per poterti iscrivere ad una newsletter.
No account yet? Register

Statistiche

statistiche contatore

Siti Amici

Noctua NH-D14: i 4 GHz in daily use con dissipatore ad aria sono realtà

Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 
Indice
Noctua NH-D14: i 4 GHz in daily use con dissipatore ad aria sono realtà
1) Introduzione
2) Confezione e contenuto
3) Il Noctua NH-D14 da vicino - PARTE 1
4) Il Noctua NH-D14 da vicino - PARTE 2
5) Le ventole in bundle
6) Caratteristiche tecniche e specifiche principali
7) Installazione: cenni & consigli
8) Test sul campo
9) Considerazioni finali e conclusioni
Tutte le pagine

Noctua NH-D14

Finalmente sul banco di test di InformaticaEasy.net il dissipatore ad aria Noctua NH-D14. Attenti a chiamarlo "dissipatore", potrebbe arrabbiarsi. Dall'alto della sua imponenza, che si riflette pienamente nell'efficacia dello smaltimento del calore, questo prodotto merita ben di più.


Affidarsi ad un dissipatore ad aria after-market è una soluzione consigliata nella stragrande maggioranza dei casi. Casistiche, queste, legate però essenzialmente ad una fetta di hardware - CPU in questo caso.

Se per l'acquisto di una CPU abbiamo speso almeno 200€, probabilmente si tratta di un prodotto abbastanza performante, propenso all'overclock e che non si fa grossi problemi a riscaldare parecchio.

In uno scenario di utilizzo di un computer che abbraccia l'utente mediamente "smanettone", esistono diverse soluzioni di dissipazione ad aria che consentono di ottenere ottimi risultati di smaltimento del calore in eccesso dal main chip del nostro personal computer.

C'è però qualcuno che si è chiesto perchè non produrre un dissipatore che, pur rientrando nella categoria dei prodotti destinati all'AIR-cooling, possa offrire ancora di più. Questo qualcuno è Noctua.

Pluripremiata Azienda austriaca specializzata nella produzione di soluzioni di dissipazione di microprocessori, Noctua ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti ed award da diversi siti web e testate giornalistiche. Anche InformaticaEasy.net ha avuto l'occasione di recensire svariati prodotti dell'Azienda, reperibili tutti nella sezione recensioni del sito (click QUI) cui anche questo articolo appartiene.

Senza girarci troppo attorno, al centro dell'attenzione in questo articolo c'è il dissipatore ad aria Noctua NH-D14. E' il più prestante dissipatore ad aria al momento offerto dalla Noctua.

Ritornando allo step precedente del discorso, torniamo a parlare di quel qualcosa in più, testimoniato ad esempio da articoli come QUESTO in cui viene citato il medesimo prodotto che, in abbinamento a particolari e prestanti soluzioni hardware portate all'estremo, ha "tenuto" alla grande.

La grande rivoluzione consiste semplicemente nel fatto che un prodotto come il Noctua NH-D14 riesce a collocarsi non soltanto nella fascia più alta dei dissipatori ad aria, ma azzarda un passo ancora oltre sferrando un attacco agli impianti di dissipazione a liquido. Sicuramente più costosi, più esigenti di manutenzione e... più rumorosi di questo prodotto.

Poichè quest'ultimo capoverso potrebbe dare l'idea di una frase conclusiva scritta ancor prima di iniziare la recensione, congeliamo per un attimo il tutto ed iniziamo, come di consueto, partendo dal principio di questa review.


Una confezione grande per un grande prodotto. Oltre alle dimensioni complessive, è la sensazione di peso che fa incuriosire: cosa conterrà mai di tanto grande e massiccio questa scatola in cartone? Nell'attesa della risposta (che non tarderà ad arrivare se non tra qualche paragrafo), osserviamo che la confezione è nel classico stile di Noctua: caratteristiche tecniche e peculiarità del prodotto ben in evidenza, foto dell'unità che puntano maggiormente a cogliere l'attenzione grazie ai soli particolari immortalati, schemi in bianco/nero del dissipatore come sfondo.

Noctua NH-D14

Noctua ha sempre riposto grandissima cura nei particolari, caratteristica che si ripercuote anche nella custodia di questa unità. Costituita a blocchi interni, infatti, la confezione è stata progettata in modo che, nel complesso, ogni blocco, parzialmente incastonato nell'altro, riesca a contenere e a mantenere ben fermo e saldo il dissipatore presente nella zona più centrale. Ogni blocco ha due incavi per ospitare pollice e indice durante l'operazione di estrazione.

Il primo scatolino estraibile superiormente è quello che contiene gli accessori inclusi nella confezione.

Noctua NH-D14

Continuando a spacchettare, raggiungiamo la scatola centrale che racchiude il dissipatore ad aria NH-D14. E' riposto "sottosopra", con la base (quella che finisce a contatto con la CPU) in evidenza ma perlomeno fortunatamente protetta da una placchetta in plastica trasparente.

Noctua NH-D14

Prima di passare all'analisi ravvicinata del dissipatore, alcuni cenni sulla dotazione di bundle. Oltre all'immancabile manuale di installazione (che, come vedremo tra qualche pagina dell'articolo, è particolarmente schematico e restituisce idee ben chiare), sono presenti un giravite con forma ad-hoc per evitare problemi durante il fissaggio del dissipatore, una custodia contenente "parti comuni" (cavi accessori per depotenziare le ventole, viti, pasta termica, gommini antivibrazione) nonchè due kit: l'"Intel set" con sistema di ritenzione per socket Intel e l'"AMD set" relativo invece a queste ultime CPU. In entrambi i casi, si tratta del rinnovato sistema di installazione SecureFirm II che assicura particolare stabilità di fissaggio e minima trasmissione di tensioni meccaniche al PCB della scheda madre.

Noctua NH-D14


Con l'NH-D14 Noctua ha voluto maggiormente enfatizzare la forma dei propri dissipatori, facendola probabilmente maggiormente collimare con sembianze più "muscolose" in relazione ad un prodotto sicuramente più prestante. Il design richiama evidentemente quello di molti dissipatori prestanti, tra cui l'intramontabile Inferno Fire eXtinguisher (IFX-14) di Thermalright.

Il form factor del dissipatore si basa sul design a "doppia torretta": due imponenti strutture principali dissipanti ben ventilate e interconnesse alla base tramite heatpipe.

Noctua NH-D14

C'è metallo termoconduttivo a non finire su questo dissipatore: l'alluminio è l'elemento principale, che costituisce la struttura delle lamelle dissipanti. Queste ultime, distanti tra loro circa 2 millimetri, non ostacolano il passaggio di aria e saranno ben liete di lavorare con ventole che potrebbero non performare al meglio su dissipatori su "densi" in quanto caratterizzate da un valore di pressione idrostatica non elevatissimo.

NH-D14, in ogni caso, di ventole ha le sue. Un nuovo approccio rispetto alla classica configurazione, come vedremo tra breve.

Noctua NH-D14

Quasi 16 centimetri la larghezza del dissipatore. La foto seguente può darvi un'idea della veridicità del dato. Un super sandwitch che intrappola ventole e torrette, il tutto a formare una struttura densa e, per quanto possibile, compatta.

Noctua NH-D14

Delle quattro facciate offerte dalle due "torrette", una è sgombra da ventole. Le due più interne contendono la ventola più grande, la prima delle due. Si tratta di una fan da 140mm il cui telaio in plastica è quindi più sporgente dal profilo del dissipatore rispetto alla seconda ventola. Quest'ultima, ancorata ad uno dei due lati esterni, è da 120mm di diametro. I flussi d'aria generati da entrambe le fan sono ovviamente concordi.

Noctua NH-D14

Se volete proprio strafare, potete installare ancora una terza ventola a vostro piacimento. Non si tratta di una soluzione che reputo essenziale, tutt'altro. Il prodotto è stato minuziosamente ottimizzato da Noctua in funzione del flusso d'aria offerto già con le ventole di default, non otterrete benefici in più con una ulteriore ventola. Non dimentichiamo inoltre l'ingombro maggiore.

Sono sei le heatpipe che connettono "termicamente" la base del dissipatore, a contatto con l'IHS della CPU, alle due torrette dissipanti in alluminio. Ciascuna heatpipe è unica per ognuno dei due lati simmetrici del dissipatore: non vi è interruzione a livello della base e il medesimo tubo di calore serve entrambe le parti. Il diametro di ogni heatpipe si aggira attorno ai 6 millimetri; un rivestimento esterno in nichel ne assicura protezione contro potenziali principi di corrosione.

Noctua NH-D14

Ciascuno dei due lati laterali contrapposti della base è stato totalmente sfruttato in larghezza affiancando il maggior numero di heatpipe possibile. Noctua ha voluto puntare sul numero anzichè sulla sezione di ognuna, assicurando una dissipazione che si diramasse verso l'area del dissipatore a contatto con la ventilazione attiva offerta dalle due ventole, senza creare zone più calde e altre eccessivamnte favorite dal flusso d'aria.

Noctua NH-D14

La manutenzione del proprio impianto di dissipazione ad aria è importante; periodicamente è opportuno pulire l'heatsink dalla polvere che inevitabilmente si accumula su di esso divenendo, di fatto, un fattore di entità non indifferente allo scambio termico con l'aria circostante (la polvere agisce, in altre parole, da isolante termico).

Per agevolare le operazioni di manutenzione, l'NH-D14 include due ventole fissate senza l'utilizzo di viti o bulloni: il sistema di ritenzione, che si affida a clip metalliche, è a "molletta". L'immagine seguente chiarisce maggiormente il meccanismo di funzionamento delle clip: è sufficiente farle slittare di qualche millimetro verso il lato destro (vedi foto) quindi tirare verso l'esterno per sbloccare l'ancoraggio.

Ogni ventola non aderisce direttamente alle lamine in alluminio ma si affida a dei distanziatori in silicone che annientano possibili vibrazioni che potrebbero presentarsi anche quando le ventole funzionano a bassi regimi di rotazione. La ventola centrale è però sin troppo incastonata e, una volta liberata dalle clip di ritenzione, è necessario qualche accorgimento in più per estrarla.

Noctua NH-D14


Una visuale dall'alto del dissipatore: le heatpipe sporgono fino alla sommità; le lamine in alluminio recano il logo Noctua inciso e i loro profili vistosamente a dente di sega permettono di incrementare la superficie dissipante, soprattutto lateralmente quando più lamine sono affiancate. Il dissipatore è asimmetrico: se le torrette sono disposte simmetricamente rispetto alla base e alla simmetria delle heatpipe, le ventole, essendo "solo" due, causeranno una occupazione di spazio del dissipatore, rispetto alla scheda madre, maggiore verso il lato su cui la ventola esterna è installata.

Noctua NH-D14

Vista dal basso: le heatpipe appaiono ancora più vistose, insieme alla parte del sistema di ritenzione "lato dissipatore" che si affida a due bracket che sporgono dalla base dell'heatsink lateralmente e sono ad essa ancorate tramite due viti per lato. I due bulloncini più esterni, qui poco visibili perchè presenti sul retro delle staffe, consentono l'ancoraggio definitivo alla scheda madre.

Noctua NH-D14

La foto seguente, complice una messa a fuoco particolarmente riuscita, mette in evidenza lo stato in cui appare la base. Sebbene ottimamente planare e rettificata, non è lappata a specchio. Noctua ha preferito, così come fatto sinora, conferirle una superficie più rugosa in modo da incrementare l'estensione a contatto con l'Integrated Heat Spreader in alluminio della CPU su cui NH-D14 verrà installato. Alla pasta termica, dunque, il compito di colmare i piccoli solchi.

Noctua NH-D14

Una seconda foto che mostra la scarsa lappatura della base: l'oggetto (una batteria al litio per videocamera) viene solo debolmente riflesso:

Noctua NH-D14

La foto che segue, invece, permette di osservare meglio i bulloni con molla per il fissaggio del dissipatore; la base, in rame e inferiormente in rame nichellato, è spessa soltanto quanto basta ad ancorare a "sandwich" le heatpipe. Il calore dunque ristagnerà in essa il meno possibile, difatti durante l'utilizzo si è sempre mostrata incredibilmente fredda al tatto, sebbene la dissipazione della CPU fosse pienamente in atto.

Noctua NH-D14

Le due ventole, firmate anch'esse Noctua, utilizzano i classici connettori a 3 pin per l'installazione direttamente su scheda madre. Ulteriori adattatori inclusi da Noctua consentono di depotenziare la velocità delle ventole, dotate di una resistenza che limita la tensione che effettivamente perviene a ciascuna ventola.

Noctua NH-D14


Le due pregiate ventole Noctua incluse nel bundle del dissipatore apportano sicuramente un notevole valore aggiunto al Noctua NH-D14. Il dissipatore offre infatti nel suo box di vendita una ventola da 120mm Noctua NF-P12 ed una Noctua NF-P14.

Entrambi i prodotti sono già stati recensiti qualche tempo fa su InformaticaEasy.net ; link e cenni sulle loro peculiarità sono presenti nella pagina seguente di questa recensione. Per ora concentriamoci un attimo su alcuni scatti relativi alla ventola più grande, la NF-P14.

Questa ventola, insieme alla "sorella minore", è stata leggermente ridisegnata per interfacciarsi al meglio con il dissipatore. In particolare, è stata munita di particolari clip di ritenzione per il fissaggio. Nonostante un diametro effettivo che sfiora di fatto i 15 centimetri, la ventola calza a pennello nel dissipatore e non sporge particolarmente se non sul lato superiore.

Noctua NH-D14

Diverse le peculiarità del prodotto, tutte brevettate Noctua e atte a garantire un miglior flusso d'aria congiuntamente ad un rapporto rumorosità / pressione idrostatica ottimale. Il cuore pulsante della ventola è il rotore, che adotta la tecnologia SSO-Bearing.

Noctua NH-D14

Sicuramente anche le 8 pale della ventola hanno il loro compito; anche in questo Noctua ci ha messo del suo ridisegnandole e dotandole di particolari tacche lungo il profilo che ne migliorano la stabilità ai massimi regimi di rotazione, creando l'air vortex shape desiderato con minime perdite laterali (ovvero oltre il case in plastica che racchiude la ventola).

Noctua NH-D14


Prima di addentrarci in una descrizione più schematica del prodotto, qualcosa di meno laconico e più esplicativo. Innanzitutto, partiamo col ripetere che si tratta di un dissipatore ad aria basato sulla ormai consolidata tecnologia ad heatpipe; ne utilizza sei per lato, convogliandole nelle due torrette dissipanti in alluminio. Per ciascuna di esse, Noctua offre già nella confezione di acquisto del prodotto due ventole.

La configurazione dual fan si basa sulle ventole NF-P14 ed NF-P12, rispettivamente da 140mm e 120mm, con tecnologia Vortex-Control Notches (le "tacche" di cui vi ho parlato prima) e SSO-Bearing per garantire un bilancio ottimale tra prestazioni e silenziosità.

La ventola da 140mm sporge volutamente sul lato inferiore: crea infatti un flusso d'aria aggiuntivo capace di aiutare la dissipazione della circuitistica della scheda madre. Primi fra tutti, RAM e VRM.

Noctua NH-D14

Alla base del sistema di installazione del prodotto il mounting system SecuFirm2, brevettato Noctua, capace di supportare sia socket Intel (LGA1366, LGA1156, LGA775) che AMD (AM2, AM2+, AM3). Al contempo, il meccanismo di ritenzione incontra le richieste di sicurezza, pressione di contatto e facilità d'uso.

Oltre alle ventole, nella confezione dell'NH-D14 troviamo la pasta termica Noctua NT-H1, anch'essa di ottima fattura. Potete trovarne una recensione su InformaticaEasy.net a QUESTO link.

 

Le dimensioni del dissipatore, lo ripetiamo ancora una volta, sono a dir poco mastodontiche. Non è sicuramente un prodotto da acquistare senza ponderazione: è bene controllare che risulti compatibile con la scheda madre in nostro possesso... e non solo (sarò più esplicito nella trattazione di queste particolarità nella prossima pagina). Intanto, un disegno con le quotature principali, ovviamente espresse in millimetri:

Noctua NH-D14

 

Alle dimensioni del prodotto si aggiunge il peso pari a ben 1240 grammi, ventole incluse. Tra la caratteristiche tecniche che riporto di seguito, meritano menzione i materiali costruttivi (rame per la base e le heatpipe; alluminio per le lamelle dissipanti; nichellatura; unioni a saldatura) e la garanzia pari a ben 6 anni.

Noctua NH-D14

A conclusione di questa pagina, riporto, sempre dal sito Noctua, uno screenshot sulle caratteristiche tecniche delle ventole incluse. I più interessati potranno trovare maggiori dettagli, più esaustivi in merito, ai seguenti rispettivi link, relativi ad altrettante recensioni già pubblicate qui su InformaticaEasy.net:

 

 

Noctua NH-D14


Alla base della procedura di installazione, qualunque socket (supportato) voi abbiate, c'è il manuale che Noctua ha inserito nella confezione dell'NH-D14. Aprendolo, notiamo che è organizzato in due sezioni ben distinte: sulla sinistra, la guida d'uso congiuntamente a socket Intel mentre sul lato destro istruzioni per piattaforma AMD.

Noctua NH-D14

Personalmente, ho eseguito l'installazione su socket Intel LGA1366, e do dovuto quindi spacchettare il sistema di ritenzione Intel composto da backplate con isolamento in gomma, due bracket metalliche anteriori, quattro bulloni di fissaggio composti da controdadi e spessori in plastica:

Noctua NH-D14

A proposito di backplate, una importante e doverosa riflessione: fate attenzione quando lo installate perchè rischiate grosso. Si, se dimenticate, su LGA1366, di rimuovere la parte centrale dell'isolante in gomma, create posteriormente spessore aggiuntivo. Ciò si traduce nella presenza di ulteriore spazio tra il backplate Noctua e quello nativo Intel, con conseguente presenza di almeno 3 millimetri "d'aria".

Poichè Noctua consiglia di stringere fino al completo avvitamento le quattro viti del SecuFirm 2, se non provvedete sin dall'inizio ad annientare questo spazio, il completo avvitamento causerà l'aderenza degli angolari del backplate al lato posteriore del PCB, curvandolo vistosamente e pericolosamente.

Attenzione, quindi, a rimuovere su socket LGA1366 la parte centrale in gomma come mostrato in figura. Un consiglio a Noctua: perchè non colorare tale parte di un colore differente, ad esempio rosso? Quando installata, la parte centrale in gomma non sembra separata dal resto e l'utente meno attento (ammetto, me incluso!) potrebbe non farci caso...

Noctua NH-D14

Se avremo fatto tutto correttamente, il backplate posteriormente aderirà perfettamente. Da notare i quattro bulloncini, che dal lato opposto (quello frontale della motherboard) trovano riscontro nei quattro isolanti in plastica cilindrici e nei dadi da avvitare.

Noctua NH-D14

L'installazione del SecuFirm 2, il sistema di ritenzione Noctua, è completata. Facciamo attenzione alla particolare forma delle staffe anteriori (ricordo che queste ultime devono essere fissate al di sotto dei quattro bulloncini, ovviamente!). Le staffe devono essere poste innanzitutto una sul lato opposto dell'altra. E, indipendentemente dai due lati prescelti, devono racchiudere il processore in un blocco di parentesi tonde: dunque, vietato montarle al contrario!

Noctua NH-D14

Una visione d'insieme della scheda madre, nel caso specifico una Asus Rampage III Extreme, pronta ad accogliere sulla CPU il Noctua NH-D14. I dissipatori della motherboard, di basso profilo, non causano problemi e, anzi, è persino possibile rimpiazzare il dissipatore del northbridge Intel X58 con uno fino a tre volte più alto. Il problema, nel mio caso, sarà un altro e presto saprete di più.

Noctua NH-D14

Noctua valida questa scheda madre come pienamente compatibile, ed ha ovviamente ragione. L'NH-D14 si installa senza problemi e, una volta applicato il solito chicco di pasta termica (rigorisamente Noctua) sulla CPU, basta avvitare le due viti con molla integrate nella base del dissipatore, sfruttando i due rispettivi fori sui bracket del sistema di ritenzione precedentemente montato sulla motherboard.

Noctua NH-D14

Ecco il dissipatore installato. Manca la ventola centrale perchè è necessario rimuoverla per poter accedere alle due viti di cui sopra. A montaggio concluso è ovviamente possibile reinserirla al suo posto per completare l'opera.

Notate nulla di strano? Si, esatto... le RAM! Pericolosamente vicine alla torretta sinistra del dissipatore. In realtà, più che vicinanza, bisognerebbe parlare di contatto eccessivo.

Noctua ha sempre sottolineato come RAM con dissipatori vistosi (e le Kingston che utilizzo ne sono un esempio concreto) possano creare problemi all'NH-D14. Altro esempio sono le Corsair Dominator: dissipatore in alluminio ancor più squadrato e spesso.

Il problema si pone per gli ultimi due slot di memoria, quelli più vicini al socket della CPU. Questi ultimi, infatti, sono coperti dalla torretta sinistra del dissipatore e, per un centimetro di altezza, possono non consentire l'installazione di RAM munite di dissipatore. Il mio caso è un esempio.

Noctua NH-D14

Fortunatamente, essendo le Kingston dotate di un dissipatore parecchio assottigliato all'estremità superiore, ho potuto facilmente risolvere piegando a mando, con l'ausilio di un cacciavite, le ultime cinque file di sporgenze in alluminio a "dente di sega" dal profilo della torretta incriminata. Ecco una foto più esplicativa:

Noctua NH-D14

Così facendo, ho potuto guadagnare tra i 2 e i 3 millimetri di spazio; esattamente quanto me ne serviva per poter finalmente risolvere il problema:

Noctua NH-D14

Come poc'anzi sottolineato, Noctua ci informa di questo potenziale problema sin dall'inizio sul suo sito, nella nutrita sezione FAQ del dissipatore NH-D14. Nello specifico, vengono prese in esame proprio le Corsair Dominator in versione DDR3. Noctua tranquillizza suggerendoci di rimuovere il blocco dissipante superiore lamellare agendo sulle tre apposite viti. Il modulo, così ridimensionato, entrerà senza problemi nel socket al di sotto della torretta "incriminata":

Noctua NH-D14


Il bello di questo dissipatore è che risponde alle nostre aspettative senza deluderci. Come primo riscontro, ad esempio, siamo in grado di realizzare overclock normalmente irrealizzabili con altre configurazioni di sistemi di smaltimento del calore dalla CPU.

In realtà, devo spezzare una lancia a favore della scheda madre. Fino a qualche mese fa, infatti, utilizzavo una Gigabyte X58-UD3R che non riusciva a reggere frequenze elevate su Core i7 nonostante voltaggi piuttosto spinti. Ciò causava non solo instabilità, ma anche temperature elevate sul microprocessore a causa delle tensioni elevate (inutilmente) testate.

I test che vedete di seguito sono stati condotti su una nuova piattaforma di test, che ho da pochissimo assemblato, basata sulla motherboard Asus Rampage III Extreme (scheda che, tra l'altro, ho acquistato in Italia e a cui ho successivamente regalato un viaggio in Cina da me...).

Con tale scheda madre è stato possibile stabilizzare in overclock la CPU con tensioni di alimentazione neppure elevatissime in relazione alle varie frequenze di funzionamento adottate e prescelte per i test condotti di seguito.

 

Come vedete dal primo screenshot, nonostante abbia una CPU abbastanza esosa di vCore a frequenze elevate, il Noctua NH-D14 è riuscito a garantire stabilmente i 4 GHz di frequenza a temperature più che ottimali.

Perdonate lo screenshot seguente effettuato in fase di idle; tengo a precisare che le sessioni di stress test della CPU, a una data frequenza, sono state comunque effettuate, per mezzo del software LinX 0.6.4, per mezz'ora circa e in maniera continuata, occupando tutti i core elaborativi (sia logici che fisici) nonchè tutti i 6GB di memoria RAM a disposizione del sistema.

Dopo il seguente screenshot, i risultati veri e propri, ottenuti monitorando di volta in volta le temperature della CPU in abbinamento al dissipatore.

Noctua NH-D14

 

Il primo grafico mostra l'andamento delle temperature dei quattro core della CPU (Core#0, Core#1, Core#2, Core#3) sia in fase di IDLE (riposo) che di FULL LOAD (pieno carico). I diversi monitoring di temperatura sono stati effettuati variando a a ragionevoli step incrementali la frequenza di funzionamento del microprocessore e, di riflesso, anche la relativa tensione di alimentazione:

Noctua NH-D14

 

Per farvi un'idea di massima, a qualunque frequenza la CPU lavori, il dissipatore riesce a garantire temperature in idle piuttosto uniformi e quasi indipendenti dalla velocità di clock; siamo quasi nel range 35-40°C. Chiaramente, all'aumentare dei MHz sulla CPU le temperature salgono, ma di pochissimo. Nello scenario più comune di utilizzo, in cui si alternano frequentemente fasi di idle e di full load sul processore, le temperature in idle non rappresentano mai un campanello d'allarme persino alle frequenze più spinte: i 4000MHz ne sono un valido esempio.

Alla massima frequenza testata, 4 GHz, le temperature restano sempre molto accettabili, soprattutto in virtù del fatto che il vCore applicato per garantire la stabilità del sistema è, nel mio caso, di poco superiore a quello mediamente necessario per la stragrande maggioranza dei Core i7 di Intel. Altri esemplari più "fortunelli" potranno vedere i 70°C fissi in full load in abbinamento, appunto, a tensioni più basse (ad esempio 1,2V).

 

Le tensioni contano molto in Core i7. Non dimentichiamo che l'area del chip è piuttosto elevata e che la corrente passa, dunque, in un numero decisamente elevato di transistor. Come se ciò non bastasse, c'è la tensione dell'Uncore che crea ulteriori preoccupazioni nella generazione di calore: quest'ultimo lavora infatti ad una tensione mediamente più elevata di quella impiegata per il core vero e proprio (almeno 1,25V di solito). Trattandosi dello stesso chip, tuttavia, ciò comporta un ulteriore incremento del TDP.

Cosa accade, allora, se, a parità di frequenza della CPU (4 GHz in questo caso) e di valore di tensione per l'Uncore (1,25V) si tenta di perfezionare il vCore? Per rispondere a questa domanda ho condotto alcuni test variando la tensione di alimentazione a 4GHz.

Mantenendo costanti frequenza e altri parametri di tensione, agendo solo sul vCore, possiamo effettivamente constatare come, in full load, le temperature migliorino. Senza ottimizzare il vCore, dando alla CPU più tensione di quanto ne sia realmente necessaria per garantire stabilità operativa piena, le temperature massime scendono da picchi di 74°C a 82°C. Mica poco.

Noctua NH-D14


Ventole silenziose e apparentemente innocue in combinazione con un dissipatore performante ed imponente. E' questo l'ossimoro vincente del Noctua NH-D14. Le due componenti appena menzionate riescono a lavorare al meglio e in armonia, nonostante l'apparente reciproca antitesi, garantendo prestazioni degne di un prodotto che si colloca senza grossi problemi nella fascia ultra-alta dei dissipatori ad aria per microprocessori difficili da tenere a bada a frequenze elevate.

L'NH-D14 ingurgita TDP quasi come se nulla fosse, assicurando prestazioni termiche eccellenti e vantando una qualità costruttiva che ha nulla da invidiare alla concorrenza, configurandosi come il sistema di dissipazione definitivo per i moderni microprocessori multicore Intel e AMD.

La cura della confezione di vendita, e soprattutto la ricca dotazione di bundle, apportano notevole valore aggiunto all'unità. In primis, non tanto la pasta termica ma le ventole NF-P12 ed NF-P14. Il tutto per 6 anni di garanzia e un prezzo consigliato pari a 74,90 € IVA Inclusa. Al momento, in Italia è possibile acquistare il Noctua NH-D14 a partire da circa  72 €.

 

award

Commenti (1)add comment
0
mrzenith: ...
Mica male!
certo, mi piacerebbe un bel raffronto con l'ultimo nato in casa Corsair...mi riferisco all'Hydro H70 che, dicono sia superiore al vecchio h50...
1

novembre 12, 2010

Scrivi commento
più piccolo | più grande

busy

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti: