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SSD OCZ Agility 120GB: performance elevate per l'utenza mainstream
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Scritto da Administrator   
Venerdì 04 Dicembre 2009 08:03
Indice
SSD OCZ Agility 120GB: performance elevate per l'utenza mainstream
1) Introduzione: Solid State Drive technology ed OCZ
2) L'offerta SSD di OCZ nel dettaglio
3) SSD Agility 120GB: confezione e contenuto
4) L'Agility da vicino
5) Il PCB dell'Agility: controller, memorie NAND e cache
6) OCZ Agility: tutto su caratteristiche tecniche, firmware, TRIM ed altro
7) TRIM e Garbage Collection: cosa offre OCZ
8) Test eseguiti: piattaforma utilizzata e metodologie impiegate
9) Test: HD Tune
10) Test: HD Tach
11) Test: Everest
12) Test: CrystalDiskMark e ATTO
13) Considerazioni finali e conclusioni
Tutte le pagine

OCZ Agility Series 120GB SSD

Tanto spazio da offrire, ottima velocità, supporto alle ultime tecnologie TRIM e Garbage Collection. Tutto questo ha da offrire l'OCZ Agility da 120GB, il nuovo Solid State Drive (alias SSD) di cui InformaticaEasy vi offre una review. Report tecnico, raffronti prestazionali con altri SSD.


Sembrava un fenomeno poco maturo e forse mai destinato ad affermarsi, quello degli SSD. Sembrava, appunto. Col passare dei mesi, la fiducia dell'end-user nella tecnologia oramai palesemente destinata, nel corso dei prossimi anni, a rimpiazzare completamente (o quasi) gli hard disk a piatti magnetici, è cresciuta a tal punto da sormontare l'iniziale titubanza ed incertezza nel considerare l'idea di migrare alla nuova tecnologia di memorizzazione di massa "a stato solido".

Se da un lato ciò è dovuto alle oramai molteplici aziende, che hanno voluto avventurarsi in questa nuova tecnologia offrendo prodotti sempre più raffinati e prestanti, in un certo senso tale processo è visibile come "retroazione positiva" per l'azienda stessa produttrice di SSD: se le vendite di SSD aumentano, le aziende incrementano la propria competitività e i fondi nella ricerca per raffinare la tecnologia Solid State Drive.

Parto travagliato, quello degli SSD: i primi modelli, infatti, garantivano prestazioni davvero infime, bassa capienza unitamente a costi di acquisto elevati. Fortunatamente, però, il parto non ha intaccato la crescita di questa tecnologia, anzi. Col tempo, infatti, molte aziende tra cui Intel ed OCZ hanno saputo offrire nuovi SSD sempre più prestanti e vantaggiosi dal punto di vista delle performance e del prezzo di acquisto. Senza dimenticare Kingston, Corsair, Patriot, G.Skill, MTron, Memoright e Silicon Power (di queste ultime tre, ultimamente -non si sa perchè- non si sente più parlare...) ed altre. Cliccando sui nomi  linkati delle aziende appena menzionate verrete indirizzati alle recensioni che ho realizzato in precedenza relativamente ai loro SSD.

La seguente è una nuova recensione relativa al mondo degli SSD e, per essere al meglio compresa, probabilmente richiede la conoscenza di alcune nozioni di base e principi di funzionamento fondamentali di un drive a stato solido. Per questo motivo, così come ho già fatto in precedenza in occasione di altre review di SSD, vi invito a leggere i seguenti due articoli-report che parlano abbastanza dettagliatamente di tale tecnologia:

Gli SSD stanno invadendo il mercato, è bene iniziare a familiarizzare con i parametri che distinguono quelli validi da quelli da scartare, così come il principio di base di funzionamento. In fondo, chi non conosce (almeno a grandissime linee) la costituzione di un hard disk?!

Probabilmente avrete già intuito il mio interesse (ovvero quello di InformaticaEasy.net) nei confronti della memorizzazione di massa SSD: ragion per cui ho continuamente cercato (e continuo a farlo) di stringere rapporti con molti SSD-Producer affinchè possa offrire ai visitatori del mio sito una panoramica più o meno generale su ciò che il mercato può offrire sia nello stesso periodo (recensioni di SSD con date di pubblicazione relativamente vicine) che nel corso dei mesi/anni (recensioni realizzate a distanza temporale maggiore).

Ultima collaborazione, da poco intrapresa, è quella con Kingston, che mi ha permesso di recensire un SSD di tale azienda pochi mesi fa (trovate l'articolo cliccando sul link "Kingston" dapprima menzionato nell'elenco delle principali aziende produttrici di SSD).

Con Intel, invece, non c'è stato verso: l'ho già scritto esplicitamente nella recensione dell'SSD Kingston. Ma in fondo i drive Kingston sono esattamente i medesimi SSD Intel, dunque il problema quasi non sussiste.

Diversa, invece, l'intesa nata con OCZ, per certi versi più recente. In realtà, ho già recensito in passato delle periferiche per PC  ed un modulo di memoria DDR2 prodotti da tale azienda, ma nel corso dei mesi seguenti ero stato invitato ad attendere per poter recensire un'unità SSD. Finalmente questa attesa è terminata, OCZ si è dimostrata davvero molto gentile e disponibile e mi ha permesso di "mettere le mani" su un Solid State Drive appartenente al brand "Agility" molto molto interessante perchè implementa due recentissime tecnologie attualmente usate da pochissime aziende: funzionalità TRIM e Garbage Collection.

Abbiamo già largamente parlato della funzionalità TRIM (nel secondo dei due report sugli SSD che ho prima citato), quindi eviterò di farlo molto approfonditamente in questo articolo.

Tale recensione dà un'ottimo spunto per parlare anche di tutte le attuali proposte SSD di OCZ. Ne vedremo nel dettaglio le caratteristiche tecniche e le principali differenze, prima di passare ad analizzare, nelle pagine seguenti, l'unità Agility (tra l'altro, da ben 120GB di capienza).

Un doveroso grazie ad OCZ ed in particolare a Mr. Tobias Brinkmann (OCZ Director of PR & Marketing EMEA) e Mr. Risteárd McSweeney (OCZ Marketing Coordinator).

OCZ Agility Series 120GB SSD


OCZ è stata da sempre uno dei pionieri nella tecnologia di archiviazione flash, mantenendo nel tempo dei costi dei propri prodotti abbordabile per un'ampia fetta di utenti finali. L'azienda è stata una delle prime ad introdurre gli SSD sul mercato (a partire dal primo quadrimestre del 2008). Sempre OCZ, è stata la prima azienda a convincere l'industria che anche le memorie MLC (e non solo le SLC) sono ottimamente impiegabili per gli SSD. Oltre ad un ampio supporto online grazie alla nascita di una forum community, il cliente OCZ può anche contare su supporto telefonico e/o via mail per il proprio SSD.

Non dimentichiamo, inoltre, che la OCZ è stata altresì la prima azienda ad annunciare un SSD che potesse competere con le soluzioni di Intel in funzione del rapporto prezzo/prestazioni. Infine, una delle motivazioni che hanno posto OCZ al di sopra, rispetto ad altre aziende, nel campo dei Solid State Drive: il supporto a soluzioni per contrastare il degrado di performance degli SSD grazie al lancio del Firmware 1.4/1.41.

Ma cosa ha da offrire l'azienda all'utente? OCZ ha pianificato la sua produzione suddividendola in tre livelli di offerte, determinati a seconda dell'architettura, delle prestazioni e del prezzo. L'obiettivo dell'azienda è quello di primeggiare in quanto a performance, così come rendere accessibile all'utente la tecnologia di memorizzazione di massa basata sull'uso delle memorie flash. Con particolare attenzione anche alle applizazioni mobile (netbook/notebook). E' quindi possibile iniziare a focalizzare tre classi di SSD OCZ: Enterprise, Performance e Mainstream.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Sostituendo mentalmente  la parola Enterprise con "Maximum performance", la seguente schematizzazione riportata da OCZ nella sua reviewer's guide degli SSD inizia a chiarire a grandi linee i modelli di Solid State Drive offerti, la fascia di prestazioni in cui si collocano nonchè il tipo di NAND Flash impiegate (SLC o MLC) e i transfer rate sequenziali:

OCZ Agility Series 120GB SSD

 

Inoltre, ogni singolo modello è offerto in tagli differenti; OCZ ha scelto di usare capacità di 30GB, 60GB, 120GB,... anzichè le classiche 32GB, 64GB, 128GB,... Perchè questo? Gli standard industriali di archiviazione contemplano l'espressione della capacità in decimale (ovvero dividendo per 1000 ad ogni passaggio da byte a KByte, ecc...) metre il sistema operativo calcola la capacità in formato binario (1024 anzichè 1000). Per questo motivo, HDD ed SSD mostrano una capienza inferiore in ambiente Windows. E per la medesima ragione OCZ è "andata sul sicuro" riducendo la capacità nominale dell'unità ad un valore maggiormente prossimo a quello reale, considerando anche che fino al 5% dello spazio offerto dall'unità viene utilizzato per la ridondanza dell'algoritmo di wear levelling, dal file system e come primo rimedio per contrastare il degrado in scrittura random (quest'ultimo caso è stato ampiamente trattato nell'articolo sugli SSD riportato alla pagina precedente di questa recensione).

 

Riprendendo i modelli precedenti e scendendo più nel dettaglio in relazione alle capienze offerte, può tornarti utile la seguente tabella che visualizza, per ogni singolo modello, i vari tagli, le velocità massime di lettura e scrittura (spesso dipendenti anche dallo spazio offerto dal drive), il quantitativo di memoria cache, il controller utilizzato (Indilinx oppure Samsung) ed il tipo di memorie NAND impiegate (SLC oppure MLC, con indicazioni al processo produttivo in nanometri):

OCZ Agility Series 120GB SSD


Dopo questa visione generale dell'offerta completa di OCZ, torniamo ad occuparci dell'Agility, oggetto di questa recensione. Iniziamo, come di consueto, con alcune foto preliminari relative alla sua confezione. OCZ ha scelto una particolare colorazione per ogni sua tipologia di SSD: per l'Agility, il colore prescelto è il verdino. Sulla parte frontale della confezione notiamo ben in evidenza l'indicazione della capienza del sample inviatomi (ben 120GB), l'impiego dello standard SATA II, il form factor da 2,5'' ed ulteriori indicazioni tra cui tempi di accesso ridottissimi, design compatto, basso consumo energetico, particolare resistenza agli urti e supporto alle configurazioni RAID.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Sul lato posteriore della confezione sono illustrati i principali motivi che dovrebbero spingere l'utente all'adozione di un SSD (elevate prestazioni, ottima durata, basso consumo energetico) nonchè specifiche tecniche più dettagliate che vedremo meglio a breve. Sulla destra, e in nove lingue diverse, OCZ sottolinea che <<I dischi allo stato solido OCZ Agility Serier rappresentano la più efficace e affidabile alternativa agli hard disk convenzionali>>.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Apriamo la confezione ed iniziamo ad estrarne il contenuto: l'SSD è inglobato in un case in spugna resistente a sua volta inserito in un cofanetto in cartoncino nero, che racchiude anche una mini-guida all'installazione e alle conizioni di garanzia di OCZ:

OCZ Agility Series 120GB SSD

L'Agility è inoltre inserito in una bustina trasparente in plastica antistatica.

OCZ Agility Series 120GB SSD


A differenza di molti SSD, OCZ ha scelto di dotare i propri di un case interamente in metallo: ciò consente non solo di incrementare la dissipazione del calore interno (sebbene non sia moltissimo) ma anche e soprattutto di irrobustire notevolmente la struttura che contiene la parte più importante e costosa: il PCB con i chip elettronici. Superiormente e sui bordi il case è colorato (con tecnica spray) in nero.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Difficile confonderci: l'etichetta di generose dimensioni presente sul lato frontale ricorda chiaramente che abbiamo a che fare con un SSD appartenente alla Agility Series, SATA II da 2.5 pollici. Non è invece menzionata la capienza, riportata in piccolo sul retro.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Il fattore di forma pari a 2,5 pollici consente alle unità SSD (escluse quelle da 3,5 pollici) di essere tranquillamente impiegabili in qualunque notebook/netbook dotato di alloggiamento standard per unità di memorizzazione di massa del medesimo formfactor. L'importante, ovviamente, che il nostro PC supporti la connettività SATA.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Capovolgiamo l'unità ed osserviamone la parte posteriore: è anch'essa in metallo ma stavolta lappato e lucidato a specchio.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Da questo lato sono maggiormente visibili i connettori SATA: da sinistra verso destra possiamo individuare il connettore dati SATA a 7 pin e quello di alimentazione a 15 pin.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Il drive dispone dei fori standard, già tutti filettati, per l'installazione all'interno del case del nostro PC. Purtroppo la confezione non include nè viti di fissaggio, nè bracket per adattare l'unità a drive bay da 3,5 pollici. Un sigillo ci ricorda l'annullamento della garanzia nel caso in cui decidessimo di smontare l'unità svitando le quattro viti presenti sul lato posteriore ai quattro angoli. Il sample fornitomi è però "strapazzabile a mio piacimento" e, credendo sia fondamentale vedere cosa bolle sotto la scocca, ho ritenuto più che doveroso smontare l'unità.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Un dettaglio dell'etichetta posteriore: ci dà maggiori informazioni sull'alimentazione (a corrente continua, 5V) e sull'amperaggio (0,35A); dunque 1.75W di assorbimento dichiarati. Oltre all'indicazione della dimensione dell'unità (120GB nel caso del sample inviatomi da OCZ) sono riportate due importanti warning: non far cadere l'SSD e non esercitare pressioni elevate su di esso per non danneggiare il PCB che contiene.

OCZ Agility Series 120GB SSD


Cosa cela sotto la scocca l'Agility? Ecco il suo PCB, sul quale sono individuabili, da sinistra verso destra, due file di memorie NAND di tipo MLC (per un totale di 8 chip per lato), la memoria cache Elpida da 64MB ed il controller Indilinx ARM. Da notare l'importanza cruciale del controller anche dall'esame delle piste elettriche: da esso si diramano connessioni sia verso le memorie NAND (l'Indilinx dispone di 5 canali in grado di operare contemporaneamente) che verso la memoria cache, senza dimenticare la connessione in input/output da e verso l'interfaccia SATA.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Probabilmente la memoria cache ed il controller Indilinx vi saranno particolarmente noti se avete letto altre recensioni degli SSD "del momento", inclusa ad esempio quella relativa al Patriot Torqx realizzata su InformaticaEasy. In ogni caso, ripassiamo le principali caratteristiche di questi due componenti.

La cache è di tipo SDRAM, ed è un chip capiente 64MB. In particolare, si tratta di un Elpida S51321CBH-6DTT-F. Il chip ram funziona a 166 MHz @ CL3 e il range di temperatura di utilizzo varia tra 20°C e 85°C. Il controller è invece un chip Indilinx Arm IDX110M00, denominato dal produttore Barefoot, che supporta velocità massima di lettura e scrittura pari rispettivamente a 250 MB/s e 180 MB/s. Si tratta dello stesso identico controller utilizzato dall'OCZ Vertex, dal Patriot Torqx e dal G.Skill Falcon. L'Agility di OCZ ha inoltre in comune con questi drive anche la DRAM Elpidia nonchè i chip NAND...

OCZ Agility Series 120GB SSD

Ben diversi rispetto alla classica accoppiata Elpida+Barefoot i chip di memoria: non sono dei Samsung (impiegati sugli SSD Patriot Torqx, ad esempio) bensì degli Intel. Si tratta di  16 moduli di memoria NAND di tipo MLC (8 per lato), realizzati con processo produttivo a 50 nanometri e ciascuno capace 8GB (ovvero 64Gb). Il modello specifico è 29F64G08FANCI; risulta al momento irreperibile un datasheet approfondito su tali moduli. Rispetto al Vertex, l'Agility impiega chip di memoria più economici e meno prestanti, il che contribuisce ad abbattere sensibilmente i costi dell'unità rispetto alle attuali soluzioni top di gamma di OCZ.

OCZ Agility Series 120GB SSD


Dopo i test, questa sezione è probabilmente la più importante dell'intero articolo. Di seguito, infatti, non solo mi soffermerò sull'analisi delle principali caratteristiche tecniche, ma anche e soprattutto sulle tecnologie "collaterali" per SSD che OCZ si è sforzata di sviluppare e implementare recentemente sui suoi drive a stato solido, Agility inclusi.

Ma procediamo per gradi. Ripetiamo ancora una volta che l'Agility è una serie di SSD firmata OCZ che si colloca nel segmento mainstream, costo abbastanza accessibili e performance superiori a quelle dei modelli "economy" di OCZ. Si tratta di un drive a stato solido da 2,5 pollici, SATAII, dotato di 64 MB di memoria Cache Elpida, un controller a cinque canali Indilinx Barefoot, memorie MLC Intel da 50 nanometri. Il sample pervenutomi è capiente 120GB; si tratta della dimensione massima per la serie Agility, disponibile infatti anche in tagli inferiori da 30 e 60GB.

Basata sulle elevate performance dell'archiviazione basata su memoria flash, la Agility Series di OCZ garantisce performance e stabilità ad un prezzo accessibile per gigabyte rispetto ad altri drive ad alta velocità disponibili attualmente sul mercato. La serie Agility di OCZ è il risultato delle ultime innovazioni nel campo degli SSD, ed include una nuova architettura, controller recente, elevate velocità di lettura e 64MB di memoria cache on-board.

Perfetta per notebook e desktop, la serie Agility è ideale per il computing mobile che punta all'efficienza energetica per incrementare la durata della batteria, aumentare la velocità e diminuire i tempi di accesso, nonchè fornire una alternativa duratura ai convenzionali HDD con resistenza agli urti superiore. Elevate capacità e basso consumo energetico delle memorie NAND Flash forniscono le prestazioni necessarie e un boost adeguato all'autonomia della batteria, tutte esigenze in crescente crescita a causa dello sviluppo di gaming mobile e laptop ultra sottili.

I drive OCZ Agility includono un case robusto e duraturo e, poichè gli SSD non hanno parti in movimento, i drive sono più resistenti rispetto ai tradizionali hard disk. Progettati per garantire una elevata stabilità, i drive Agility hanno un parametro di Mean Time Before Failure (MTBF) pari a 1,5 milioni di ore di funzionamento. Inoltre, tutti gli SSD Agility godono di garanzia OCZ triennale nonchè supporto tecnico a 360 gradi (che va dall'assistenza via mail al supporto via forum).

Riassumiamo di seguito le principali caratteristiche tecniche della serie Agility, con riferimento anche al sample da 120GB recensito:

Specifiche tecniche:
  • Disponibile in capacità da 30GB (32), 60GB (64), 120GB (128);
  • 64MB Onboard Cache;
  • Seek Time: <0.1ms;
  • Slim 2.5" Design;
  • 99.8 x 69.63 x 9.3mm;
  • Peso 77g;
  • Range temperatura operativa: 0C ~ 70C;
  • Range temperatura di archiviazione: -45C ~ +85C;
  • Basso consumo energetico: 2W quando operativo, 0.5W in stand by;
  • Resistenza agli shock 1500G , 0.5ms;
  • Supporto al RAID;
  • MTBF 1.5 milioni di ore;
  • Garanzia 3 anni;
  • Supporto a TRIM e Garbage Collection con gli ultimi firmware.
Performance:
  • 30GB Max Performance:
    Read: Up to 185 MB/s
    Write: Up to 100 MB/s
    Sustained Write: Up to 60MB/s
  • 60GB Max Performance:
    Read: Up to 230 MB/s
    Write: Up to 135 MB/s
    Sustained Write: Up to 80MB/s
  • 120GB Max Performance:
    Read: Up to 230 MB/s
    Write: Up to 130MB/s
    Sustained Write: Up to 80MB/s
Part Numbers:
  • 30GB - OCZSSD2-1AGT30G;
  • 60GB - OCZSSD2-1AGT60G;
  • 120GB - OCZSSD2-1AGT120G.

 

Molte delle informazioni appena citate sono inoltre riportate sulla parte posteriore della confezione; ecco di seguito l'etichetta in questione:

OCZ Agility Series 120GB SSD


Se avete letto con attenzione tutte le specifiche tecniche che ho riportato poc'anzi, sicuramente vi avrà colpito la frase <<Supporto a TRIM e Garbage Collection con gli ultimi firmware>>.

Ebbene si, OCZ è stata una delle prime aziende che ha lavorato molto sull'implementazione di queste due funzionalità in (quasi) tutti i suoi attuali e futuri modelli di SSD, riuscendo a sviluppare firmware aggiornati (solitamente identificati dalla sigla 1.4x) a tale scopo.

 

Il problema del "garbage data"

Inutile negarlo: il Garbage Collection ed il TRIM sono assolutamente indispensabili per un SSD. Ne abbiamo parlato e straparlato, tuttavia credo sia doveroso un rapido riassunto della situazione. Con un SSD, lo scenario che ci si presenta dopo settimane/mesi d'uso (dipende dallo spazio che offre e da quanto lo occupiamo con i file) è il seguente: decadimento delle performance di scrittura e impossibilità, ad un certo punto, di scrivere in maniera contigua un nuovo file a causa della mancanza di aree libere (altrettanto contigue) sufficientemente grandi a contenerlo. A questo punto, si innesca una procedura di copia nella memoria cache dei dati da riorganizzare, successiva cancellazione fisica dalle celle NAND e sovrascrittura dei medesimi file presenti in cache nelle memorie flash, stavolta in maniera ordinata.

Normalmente tale procedimento è dovuto in origine al fatto che l'SSD cancella in maniera logica (software) un dato, ma non in maniera fisica (concreta) almeno finchè non c'è necessità di scriverne uno nuovo allo stesso posto.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, è inoltre possibile affermare che la cancellazione e la riorganizzazione dei file interessa un intero blocco (da 512KB) e non una pagina (da 4KB). In particolare, riprendendo alcune informazioni che ho già scritto in altri articoli tempo fa, la memoria flash usata negli attuali SSD è composta da celle che solitamente contengono pagine da 4KB raggruppate in blocchi di 512JB. Quando una cella non è utilizzata, i dati possono essere scritti al suo interno molto rapidamente. Tuttavia, se una cella già contiene dei dati (non importa di quale dimensione, il problema si presenta persino se è stata occupata una sola pagina del blocco) l'intero blocco deve essere riscritto.

Tutto ciò significa che i dati presenti nel blocco (quelli che devono restare in alterati e non sovrascritti) devono essere letti, trasferiti in cache, riorganizzati con i nuovi dati, quindi riscritti dopo aver cancellato il precedente contenuto del blocco. Ovviamente questo processo impiega molto più tempo rispetto alla semplice scrittura di un dato all'interno di un blocco vuoto.

Tale problema non affligge gli SSD appena acquistati, ma i drive usati, nei quali i file sono scritti, spostati, cancellati, rimpiazzati, sovrascritti, ecc... In tal caso si presenta il problema dello spazio logicamente libero (a livello software) ma fisicamente occupato ("invalid cells", o garbage data).

Un primo aiuto nella risoluzione di questo problema è il comando TRIM, che esegue periodicamente una pulizia della "sporcizia" degli SSD eseguendo l'operazione di copia e riscrittura in cache a monte, ovvero nei momenti di idle e/o appena vengono cancellati i dati senza aspettare l'istruzione di sovrascrittura.

Allo stato attuale, tuttavia, pochi sistemi operativi supportano il TRIM, mentre la situazione è ancora più limitante per gli attuali controller.

 

OCZ risolve completamente il problema: ecco come

Fortunatamente OCZ, lavorando a stretto contatto con Indilinx (produttore dei controller che OCZ impiega nei suoi SSD di fascia medio-alta ed alta) è riuscita a sviluppare e rendere disponibile al download per tutti i suoi utenti un nuovo firmware molto interessante.

In realtà si parla di due tipi di firmware:

  • Un primo firmware (1.4) che include il supporto alla funzionalità TRIM vera e propria, che richiede ovviamente un SO compatibile per funzionare (vedi Windows Seven, Linux,... ma NON Mac OSX e i precedenti OS Windows);
  • Un secondo firmware (1.41) che offre la funzione di Garbage Collection, una sorta di TRIM che però è eseguito unicamente a livello firmware e NON richiede assolutamente alcuna interazione col sistema operativo. Il GC è dunque una funzionalità che apporta vantaggi a tutti i sistemi operativi sprovvisti del comando TRIM.

Forse è superfluo dirlo, ma con tali precauzioni (TRIM e/o Garbage Collection) è possibile conservare nel tempo le performance originarie del drive SSD. Ma è importante sottolineare che l'utente non dovrà eseguire manualmente nessuna operazione: sia TRIM che GC lavorano autonomamente e non richiedono nessuna interazione con l'utilizzatore del PC.

Attenzione! Nel caso di configurazioni RAID, di qualunque tipo, il comando TRIM, indipendentemente dal sistema operativo in uso, NON è supportato per gli SSD che costituiscono l'array. In questo caso, l'unico rimedio efficace è il firmware 1.41 poichè il Garbage Collection lavora in maniera indipendente e a livello quasi hardware per ogni singola unità costituente il RAID.

 

Wiper: l'alternativa manuale a TRIM e Garbage Collection

Nel caso in cui siamo in possesso di un drive OCZ con firmware precedente, non ce la sentiamo di aggiornare, o ancora la nostra unità non supporta in nessun modo i nuovi firmware, l'azienda mette comunque a disposizione un tool di Garbage Collection da lanciare manualmente (si tratta di un file eseguibile) qualora notassimo dei degradi prestazionali. Tale tool prende il nome di Wiper. Io ne consiglio l'esecuzione una volta al mese o più (insomma, ipotizziamo di fare la deframmentazione del nostro vecchio hard disk...); meglio non esagerare, altrimenti eccessive e superflue riscritture accorceranno la vita dell'unità.

Riassumendo: Non è possibile godere contemporaneamente di TRIM e GC. Il firmware con supporto al TRIM è la soluzione perfetta per gi utilizzatori di Windows 7, mentre il firmware che include la funzionalità Garbage Collection può essere usato in abbinamento a qualunque sistema operativo. Anche il Wiper dà risultati eccellenti tuttavia necessita di essere lanciato manualmente dall'utente.

 

Ripristino allo stato di fabbrica dell'unità: utilizzo del S.E.T.

OCZ ha inoltre sviluppato un nuovo tool chiamato Sanitary Erase Tool, che permette di ripristinare l'unità nel suo stadio originale, ai valori di fabbrica, ripristinando al 100% le sue prestazioni (e contemporaneamente formattandola!). Tale utility, insieme al Wiper e ad altre, possono essere reperite a QUESTO link.

 

I modelli OCZ che supportano TRIM / GC: quali sono e come operare per l'aggiornamento

Attualmente, OCZ ha sviluppato nuovi firmware con supporto a TRIM o Garbage Collection per quasi tutti i suoi SSD. Al momento, sono inclusi i modelli Agility e Vertex (inclusi i modelli EX); nulla ancora per il Vertex Turbo, ma se ne prevede comunque il rilascio a breve.

A QUESTO link OCZ riporta tutte le informazioni necessarie per eseguire l'upgrade del firmware. Di seguito, mi concentrerò unicamente sulla procedura per i modelli Agility poichè, in questa recensione, sto trattando appunto tale serie. Al link appena riportato troverete comunque informazioni anche relativamente ai Vertex.

Come operare dunque con gli Agility? OCZ ha reso ufficialmente disponibili i firmware aggiornati a partire dallo scorso 15 ottobre 2009. Per l'aggiornamento, bisogna utilizzare dei file ISO.

In realtà, per l'Agility, ci sono quattro file ISO: due per il firmware 1.4 e due per il firmware 1.41. Il perchè è da ricercare nella presenza di un trattino nel nome di alcune unità (ad esempio il nome che leggiamo da BIOS): a seconda o meno se il trattino c'è, è necessario usare un ISO piuttosto che un altro.

Dunque alcuni SSD Agility hanno un trattino tra le scritte "OCZ" ed "AGILITY" (quindi: "OCZ-AGILITY"), altri SSD Agility invece no ("OCZ AGILITY"). E' necessario, quindi, scaricare il file del firmware che corrisponde al nome del proprio drive, ed è dunque importante controllare a priori la presenza o meno del trattino (ad esempio con l'utility CristalDiskInfo o leggendo lo splash screen del BIOS durante il boot del sistema).

Riporto di seguito i link al download dei firmware:

I possessori dei modelli Agility EX non dovranno invece preoccuparsi di nulla: non c'è il problema del trattino per tali unità. Invece, il 99% degli utenti Agility hanno un'unità senza il trattino (quindi il primo link è quello da seguire per il download del firmware).

Il metodo del flashing è sempre lo stesso sia per i Vertex che per gli Agility; per tale update del firmware NON è necessario collocare alcun jumper sull'SSD. Tuttavia, se abbiamo installato dei firmware beta antecedenti a tale release definitiva (1.40, 1.41 oppure 1.42) è necessario flashare dapprima il firmware 1.10, quindi l'1.3 ed infine l'ultimo ufficiale (1.4 o 1.41, a seconda dei casi).

Durante l'operazione di aggiornamento, è necessario che l'unità lavori in modalità IDE (agire dal BIOS a tal proposito). Inoltre, è preferibile che il PC non sia sotto overclock e che l'unità da aggiornare sia collegata alla prima porta SATA.

Fatto questo, riavviamo il PC e selezioniamo come primo dispositivo di boot quello contenente il file ISO del firmware che avremo precedentemente provveduto a scaricare, compattare su una pendrive o a masterizzare su un CD. La procedura è del tutto guidata e dura pochi istanti, dobbiamo soltanto fare attenzione a selezionare come numero del drive quello corrispondente all'unità OCZ che stiamo aggiornando (tale numero compare accanto all'elenco degli HDD rilevati dalla routine di upgrade).

Al termine dell'aggiornamento, riconfiguriamo pure l'unità in SATA/AHCI (se prima dell'aggiornamento era così configurata) e riavviamo il PC. Se notiamo dei problemi, proviamo con un Clear-CMOS.

 

Aggiornamento da firmware 1.3 ad 1.4: perchè Windows 7 rallenta?!

A volte, aggiornando con Windows 7 da un firmware precedente (1.3) all'ultimo (1.4), nonostante l'implementazione del comando TRIM l'utente può percepire un fenomeno contrapposto: un drastico calo delle performance dell'unità. Ciò è dovuto a Windows 7, che non riesce a "trimmare" i blocchi occupati e poi cancellati a livello logico PRIMA dell'upgrade del firmware; questo perchè il sistema operativo utilizza una immagine della partizione su disco per tenere traccia dei cambiamenti apportati alla struttura dei dati. Prima dell'aggiornamento al nuovo firmware, Windows 7 non riconosce il drive OCZ come disponibile a ricevere i comandi TRIM, quindi non include nella lista del "to do" (ovvero dell'immagine di sistema di cui accennavo poc'anzi) tali comandi. Riassumendo: Windows 7 inizierà ad invocare il comando TRIM col nuovo firmware solo sui blocchi interessati da cancellazioni successive all'upgrade del firmware.

Per risolvere tale problema, OCZ consiglia (a QUESTO link trovate informazioni più dettagliate a riguardo) di ripulire quanto più possibile l'unità da tutti i file indesiderati (avviando pulitura disco, rimuovendo i file temporanei, svuotando il cestino,...) quindi occupare completamente lo spazio vuoto (attenzione: "vuoto" a livello logico, NON fisico per un SSD!) avviando un test di IOMeter: si verrà a creare un file grande quanto tutto lo spazio libero che dovremo successivamente eliminare.

A questo punto, Windows 7 riconosce lo spazio ripulito ed invoca correttamente il TRIM nelle aree vuote. Ovviamente, esiste un rimedio più drastico ma che sicuramente funziona al 100%: formattare con il tool Sanitary Erase Tool di OCZ e reinstallare Windows 7 da zero. OCZ informa che si può anche provare, come alternativa intermedia, col Wiper: eseguirlo, quindi riavviare il sistema ed installare il firmware 1.4.


Quale sistema operativo utilizzare per il test se non Windows 7? Parliamo infatti del primo sistema operativo Microsoft che inizia ad introdurre in maniera nativa il supporto e la compatibilità effettiva con i Solid State Drive. Nel dettaglio, la piattaforma di test si compone dei seguenti componenti:

  • Scheda madre: DFI LanParty DK X58;
  • CPU: Intel Core i7 920;
  • RAM: 6GB Corsair Dominator DDR3 1600MHz Triple Channel;
  • Scheda video: Asus EAH4870;
  • PSU: Antec Signature 950W.

Connettendo l'SSD al PC ed accedendo successivamente al BIOS, l'unità viene riconosciuta immediatamente come "OCZ Agility". Senza trattino, dunque (conviene controllare la presenza o meno del trattino nel caso dell'Agility poichè, come detto prima, influenza il tipo di file da installare durante l'upgrade del firmware). Al termine del boot di Windows 7, il sistema operativo installa il driver standard per il disco e ne mostra il riconoscimento completato. L'unità è stata connessa ad una porta SATA 2, in modalità trasferimento dati SATA AHCI.

OCZ Agility Series 120GB SSD

119 GB effettivi a disposizione per questo SSD Agility. In realtà, quasi 120 se consideriamo lo spazio occupato dal file system.

OCZ Agility Series 120GB SSD

Ma quale firmware ha inserito OCZ prima di inviarmi il sample? Si tratta di quello "vecchio" oppure dell'1.4x? Scopriamolo subito tramite l'utility HD Tune Pro. Il firmware rilevato dal tool di benchmark è l'1.41 (lo evinciamo leggendo accanto alla dicitura "Firmware version:"), ovvero l'ultima versione con supporto al Garbage Collection. Ritengo davvero oculata la scelta di installare sulle nuove unità il firmware 1.41 anzichè l'1.40. Spiegherò meglio il perchè nelle conclusioni di questa recensione.

OCZ Agility Series 120GB SSD

I test che trovate alle pagine seguenti sono benchmark effettivi e "tangibili" (non sintetici in stile PCMark, che assegnano un punteggio di più "difficile" e/o blanda interpretazione). I software utilizzati sono quelli usuali che ho adottato anche nelle precedenti recensioni di dischi a stato solido ed hard disk. Inutile menzionarli, li ritrovare nei titoli dei paragrafi successivi a questo.

Per ognuna delle pagine seguenti dell'articolo, riporto lo screenshot di ogni singolo benchmark che mostra i risultati ottenuti per questo SSD OCZ; dopo ciascun screenshot trovate inoltre un grafico (graficamente migliorato rispetto ai precedenti) che compara tali performance con quelle offerte da altri drive a stato solido nonchè hard disk tradizionali da me recensiti in precedenza su InformaticaEasy. Nel caso in cui foste interessati ad esaminare più nel dettaglio le prestazioni di uno degli altri drive riportati, o comunque se il grafico non permette di leggere con accuratezza un determinato valore, potete sempre trovare i benchmark dettagliati di tali SSD nelle loro rispettive recensioni, che trovate sempre nella medesima sezione Review del sito.


OCZ Agility Series 120GB SSD

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OCZ Agility Series 120GB SSD

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OCZ Agility Series 120GB SSD

 

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[P.S.: multiply for 10 the latency values shown in the chart below for the WD Caviar!]

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OCZ Agility Series 120GB SSD

 

OCZ Agility Series 120GB SSD

[P.S.: multiply for 10 the latency values shown in the chart below for the WD Caviar!]

OCZ Agility Series 120GB SSD


OCZ Agility Series 120GB SSD

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OCZ Agility Series 120GB SSD

 

OCZ Agility Series 120GB SSD


OCZ ha svolto un eccellente lavoro nella progettazione dell'Agility da 120GB. Sebbene l'azienda dichiari come velocità di lettura e scrittura valori prossimi, rispettivamente, a 230 e 130MB/s, la situazione nell'utilizzo reale e nelle misurazioni effettuate con diversi benchmark muta in positivo.

L'unità vanta una velocità di lettura sequenziale costante, esente da picchi e sbalzi, che si attesta sempre sopra i 200MB/s. La costanza di tale velocità è un pregio raramente presente in altri SSD.

La velocità di scrittura ha picchi periodici di tanto in tanto, tuttavia non scende mai sotto i 130MB/s e, anzi, può vantare frequenti picchi che raggiungono i 160-170MB/s. Allo stato attuale, l'OCZ Agility è l'unità che performa meglio in questo scenario, vantando prestazioni sempre superiori a qualunque altro SSD da me analizzato fino ad oggi.

Il numero di IO/s in lettura, indipendentemente dalla dimensione dei file letti e dalla modalità di lettura (sequenziale o random) compete direttamente con la prestante unità Intel X25-M e, anzi, l'Agility riesce a far meglio in diversi scenari. In questo tipo di benchmark, un Patriot Torqx assicura risultati leggermente migliori.

Ottimi anche i valori di IOPS in scrittura, molto elevati e superiori ad altri SSD con il medesimo controller Indilinx Barefoot. In questo scenario, solo un Intel X25-M può far meglio. Tuttavia, per l'utente high-end "domestico", tali valori sono già superiori alle reali necessità.

L'OCZ Agility 120GB performa molto bene anche nelle situazioni in cui l'unità è costretta ad eseguire letture casuali: il valore minimo di MB/s letti è superiore alla stragrande maggioranza di SSD attualmente disponibili in commercio. Valori ottimi anche per quanto riguarda la velocità di scrittura random. Anche in questo caso ci sono SSD che sanno fare meglio, tuttavia il valore minimo di "picco inferiore" è sempre sensibilmente migliore nell'OCZ Agility.

Altro record il benchmark di CrystalDiskMark nelle velocità di scrittura: sia quella random (da 4K così come da 512KB) che sequenziale sono superiori ad altri SSD, Intel X25-M incluso.

Infine, il benchmark ATTO mostra ancora una volta come l'unità sia in grado di lavorare fino a 160MB/s circa in scrittura. La velocità di lettura, invece, difficilmente raggiungerà i 230MB/s dichiarati.

L'accoppiata di memorie NAND e controller scelti da OCZ per l'Agility consente a questa unità di offrire performance al vertice della categoria. Tali prestazioni rappresentano un'ottima via intermedia tra le performance delle unità Indilinx + MLC Samsung (es. Patriot Torqx) e quelle di una unità di fascia alta Intel X25.

Ed a proposito di controller, condivido la scelta di OCZ di dotare le nuove unità SSD Agility del firmware 1.41 anzichè dell'1.40. Il primo, rispetto al secondo, include il Garbage Collection anzichè il TRIM. Ed in effetti se l'utente finale non utilizza Windows 7, del TRIM se ne fa ben poco: meglio quindi munire i nuovi Agility di un firmware che includa una "pulizia" delle celle NAND funzionante in maniera indipendente dal sistema operativo. L'utente "smanettone", comunque, potrà passare senza grossi problemi da un firmware all'altro.

Lo ripeto in conclusione, sebbene ritengo sia una degli aspetti più importanti che mi premeva evidenziare in questo articolo: OCZ è stata una delle aziende pionieri nel campo degli SSD, ed ancora una volta è stata una delle prime ad introdurre una novità nell'ambito della produzione Solid State Disk: l'implementazione dei comandi di TRIM e Gargabe Collection in tutte le sue unità SSD, passate, presenti e future (ad eccezione delle serie low-level). Ciò significa che anche chi possiede un SSD OCZ da diversi mesi potrà godere di tale funzionalità semplicemente aggiornando il firmware, senza dover spendere soldi per l'acquisto di una nuova unità.

Gli SSD OCZ si rivelano a maggior ragione un acquisto a lungo termine, grazie al supporto fornito dall'azienda e al rilascio di firmware sempre aggiornati ed in grado di migliorare le unità a stato solido sotto diversi punti di vista, ad esempio quelli relativi all'ottimizzazione e all'incremento delle performance.

Voto massimo per l'OCZ Agility da 120GB, un drive eccezionalmente veloce e prestante.

award

Attualmente l'Agility da 120GB è reperibile ad un prezzo mediamente pari a 310€ IVA Inclusa.

 

OCZ Agility Series 120GB SSD

Concludo ringraziando nuovamente OCZ per il sample inviatomi.

Commenti (5)add comment
0
carlo: ...
Bel lavoro, non posso aggiungere altro.
Ma.. ha senso spendere i soldi adesso per un ssd sata II quando a "breve" ci saranno i sata III ? Intel la stà frenando (ma sarà costretta a sbloccarla), ma i produttori di schede madri la stanno bypassando già mettendo sulle schede almeno 2 porte sata III, i primi prodotti lentamente vengono presentati, ed è tanto, ma per natale prossimo ci sarà un crollo dei sata II ( secondo me), ammeno che i produttori, cambiando qualcosina riescano a recuperare e farli diventare sata III.
1

dicembre 04, 2009
146
turbonetics_95: ...
gli agility mi sono sempre piaciuti... xò paolo devi aggiungere anche i G2 alla tua collezione.... dai... ti invio il mio smilies/grin.gif
2

dicembre 04, 2009
0
Nicola.87: ...
Ciao Paolo, sei un grande come sempre, articolo fantastico e oggetto recensito altrettanto...
Ho una domanda: c'è qualche vantaggio nel Trim rispetto al Garbage Collection? perchè ad oggi sembrano fare la stessa cosa, cancellare dati fisici spazzatura, eppure qualcosa cambierà altrimenti esisterebbe solo il G.C...
3

dicembre 04, 2009
62
admin: ...
Ciao ragazzi,
sono contento che abbiate gradito l'articolo smilies/smiley.gif
@ Carlo: Kingston ripone molte speranze nell'SATAIII, ma francamente credo che un'interfaccia SATAII non dia problemi ad SSD al di sotto dei 280MB/s in scrittura e lettura sequenziali. Ciò che conta, e non smetterò mai di dirlo, sono le performance random: e queste, ad es. con i 4K, sono attualmente sempre ampiamente al di sotto dei 100MB/s. Anche in questo caso, dunque, l'SATAII non costituisce un problema.
@Turbo: probabilmente Kingston potrebbe inviarmi un G2, ma sicuramente non prima del prossimo anno. Le vacanze Natalizie sono ormai dietro l'angolo e tornerò operativo dopo il 6 Gennaio (torno a casa il 22 Dicembre). A partire da Gennaio, inoltre, dovrei riuscire a recensire un prodotto davvero sbalorditivo smilies/wink.gif
@Nicola: grazie innanzitutto per l'apprezzamento smilies/smiley.gif Diciamo che Trim e GC sono molto molto simili, l'ultimo menzionato agisce direttamente a livello firmware ed è OS-indipendent, a differenza del TRIM.
4

dicembre 05, 2009
0
Nicola.87: ...
Quoto per il sata II...per ora nessun problem...

@Paolo: proprio perchè il GC agisce indiperndentemente dal sistema operativo non si potrebbe usare sempre quello e festa finita? senza farsi problemi di supporto trim del S.O.?? eppure il trim deve avere qualche vantaggio, per questo quando è disponibile viene preferito al GC...altrimenti non mi spiego il perchè della sua esistenza...
5

dicembre 05, 2009

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