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Il concetto di Solid State Drive secondo Traxdata - 2) La tecnologia SSD in breve
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Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Dicembre 2008 13:36
Indice
Il concetto di Solid State Drive secondo Traxdata
1) Introduzione, confezione
2) La tecnologia SSD in breve
3) L'offerta SSD di Traxdata
4) Test e performance
5) Conclusioni
Tutte le pagine
Ma cos'è in particolare un SSD? Vale la pena abbandonare i classici hard disk e rimpiazzarli con i drive a stato solido? E soprattutto, quali performance è in grado di offrire l'unità Traxdata? Procediamo per gradi, analizzando dapprima le peculiarità di un drive SSD.

SSD significa, dall'inglese, "Solid State Drive", ovvero drive a stato solido. Questa nomenclatura già preannuncia un'interessante caratteristica di questi device: gli SSD non hanno, al contrario degli hard disk, componenti interni in movimento (piatti, testine,...), in quanto sono costituiti da chip "statici".

Un disco a stato solido è un dispositivo di archiviazione dati (utilizzato come memoria di massa) che usa unicamente l'elettronica dello stato solido per poter memorizzare informazioni digitali. Come appena detto, sebbene il termine "disco" fa parte del nome del dispositivo, tale device non ha nulla a che vedere con i classici hard disk: abolita, infatti, qualunque parte in movimento: non esistono parti meccaniche o dischi magnetici. 

Trattandosi di un dispositivo di memorizzazione di massa, è ovviamente caratterizzato da una memoria non volatile; attualmente è impiegata la tecnologia NAND, la stessa utilizzata per i chip che costituiscono moduli RAM o memorie flash. Essenzialmente il drive a stato solidoè costituito da una serie di chip (di aspetto identico a quelli delle RAM) affiancati tra loro in modo da formare una matrice.

Wikipedia ci offre una rapida ed efficace spiegazione circa la tecnologia di memorizzazione basata su NAND: i dischi a stato solido si basano sulla memoria flash di tipo NAND per l'immagazzinamento dei dati, ovvero sfruttano l'effetto tunnel per modificare lo stato elettronico di celle di transistor; per questo essi non richiedono parti meccaniche e magnetiche (dischi, motori e testine), portando notevoli vantaggi per la sicurezza dei dati.

Il fatto di non integrare parti in movimento non solo riduce notevolmente l'usura e diversi rischi di rottura (a tutto vantaggio dei dati memorizzati sul drive) ma assicura anche una silenziosità assoluta: nessuna parte in movimento, nessun rumore prodotto. (a differenza degli HDD standard) Non dovendo poi muovere parti meccaniche, il drive consuma molto meno rispetto ai classici hard disk convenzionali.

Il pregio maggiore è, a mio avviso, il tempo di accesso praticamente nullo: si tratta di decimi di millisecondo; a titolo di confronto, mediamente un SSD è caratterizzato da un access time pari a 0.1/0.2ms. Gli hard disk tradizionali assicurano invece non meno di 5ms (parliamo comunque di hard disk SCSI/SAS costosissimi: i comuni hard disk offrono tempi di accesso superiori ai 10 ms). 

Accedere ai dati in un intervallo di tempo 100 volte inferiore rispetto ai classici hard disk comporta un enorme vantaggio: un sensibile incremento di performance. Operazioni che richiedono frequenti accessi al disco verranno eseguite in maniera molto più snella e ne risentirà positivamente anche la reattività dell'intero sistema.

Traxdata SSD Ultra-S Plus

Gli SSD producono inoltre molto meno calore rispetto agli hard drive meccanici. Alcuni drive a stato solido hanno comunque un package in alluminio per meglio dissipare il calore prodotto dai chip.

Un'altro vantaggio degli SSD è rappresentato dal fatto di mantenere pressochè costanti le velocità di lettura e scrittura lungo tutta la "superficie del disco". In realtà è errato parlare di superficie del disco, non essendoci, di fatto, un disco magnetico nell'unità. Gli hard disk tradizionali garantiscono invece solamente velocità massime di lettura e scrittura: si tratta di picchi raggiunti solamente in determinate condizioni, quando la testina è posizionata su determinate zone del disco (centra, in questo discorso, il discorso di velocità spaziale e velocità angolare). Oltre a ciò, gli SSD offrono velocità di lettura a scrittura non solo uniformi e costanti, ma anche nettamente superiori ai classici hard disk convenzionali. Ad esempio, l'azienda Micron ha presentato in anteprima assoluta un drive SSD capace di raggiungere velocità prossime al GigaByte al secondo. Da qui sorge il problema dell'interfaccia SATA2 (ed SATA3 a breve): potrebbero diventare insufficienti a gestire gli enormi transfer rate garantiti dalle future unità. Per il momento, tale problema non si pone... 

E' davvero difficile che un prodotto hardware abbia solamente pregi: anche l'SSD ha i suoi difetti. Tra questi, il principale è certamente dovuto all'elevato costo di produzione e, conseguentemente, di vendita. Un drive a stato solido che garantisca ottime performance e buona capacità lo si trova a non meno di 500€. Il maggior costo per bit determina un costo complessivo del drive circa trenta volte superiore ad un omologo disco rigido.

Il secondo principale svantaggio degli SSD riguarda la possibile minore durata del disco a causa del limitato numero massimo di cicli di riscrittura delle memorie flash. Questo problema è stato in parte risolto impiegando nuovi chip di memoria e adottando particolari algoritmi (a livello firmware) che sono capaci di individuare le zone in cui la riscrittura è stata fatta meno volte e sfruttare maggiormente queste ultime, in modo che il drive abbia un "consumo uniforme". Alcuni produttori garantiscono i moderni drive SSD per notevoli intervalli di tempo, paragonabili a quelli dei convenzionali hard disk (si parla del MTBF, Mean Time Between Failure, espresso in ore).

Terzo svantaggio: la capacità. Ad oggi è impensabile realizzare un drive a stato solido capiente quanto un modello hard disk da 3,5''. Attualmente, la capacità massima di un SSD è pari a 256GB, ma il costo di queste unità è decisamente spropositato. Fortunatamente si stanno diffondendo modelli da 64GB e 128GB, dal costo sempre più abbordabile. 

Un SSD dovrebbe essere utilizzato per memorizzare il sistema operativo e, in generale, tutte le applicazioni che sfruttano maggiormente il drive. e che al loro avvio caricano molti file dalla memoria di massa alla memoria centrale. All'SSD conviene (almeno per ora) affiancare un capiente (e poco costoso) hard disk tradizionale, nel caso in cui ci è necessario memorizzare diverse decine o centinaia di GigaByte di dati.




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