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Sabato 28 Febbraio 2009 18:40

Tom's Hardware ha avuto l'opportunità di recensire, saggiandone le prestazioni, l'unità SSD Intel X25-E Extreme, dotata di tecnologia SLC, che attualmente batte tutti i record, sia in termini di transfer rate che di I/O al secondo, se comparato con le altre soluzioni SSD in commercio.

E' quanto Tom's Hardware ha avuto modo di apprezzare nel corso della recensione del drive X25-E, reperibile in versione integrale a QUESTO link diretto. Di seguito, si riportano gli aspetti più salienti dell'articolo, a testimonianza delle reali performance che il costosissimo SSD Intel può garantire:
Impressionanti le velocità di lettura e scrittura: l'Intel X25-E (l'esemplare testato è il modello da 32GB di capienza)supporta velocità prossime ai 200MB/s (reading) e ai 160MB/s (writing). A differenza di quella in lettura, la velocità in scrittura è soggetta a lievi ma costanti picchi verso il basso.

L'Intel X25-M mette ben in mostra i muscoli anche con benchmark specifici. Di seguito, le velocità di lettura e scrittura rilevata dal software h2benchw. Interessante la comparativa con il "fratello minore" X25-E, nonchè con i tradizionali hard disk SAS da 15.000 RPM.

Il tempo di accesso, espresso in millisecondi, è sempre stato a favore degli SSD; i risultati a tal proposito di h2benchw ne sono ulteriore esempio. Tutti gli SSD offrono un access time pari a 0,1 millisecondi, fino a (circa) 60 volte meno rispetto ai prestanti hard disk SAS da 15K RPM:

Impressionante anche il numero di Input/Output al secondo registrato da IOMeter: all'aumentare della coda di comandi, gli I/O al secondo scendono da poco meno di 5500 a poco meno di 3300. Gli altri drive SSD, raffrontati nel grafico seguente, non reggono minimamente tale confronto. Da notare quindi l'importanza di un drive altamente performante come l'Intel X25-E Extreme in ambito server, in cui gli I/O al secondo sono numerosissimi e altamente frequenti.

Attualmente sono necessari quasi 500€ per acquistare un drive Intel X25-E. Parliamo però del modello in grado di offrire solamente 32GB. L'utenza media, quindi, potrebbe considerare una strategia di acquisto differente, orientandosi verso drive meno costosi (evitando gli SSD che integrano controller JMicron, caratterizzati da basse prestazioni in lettura/scrittura random), siano essi SLC o MLC, e creando un RAID di SSD: il risultato sarà un array di memoria di massa caratterizzato comunque da ottime performance, in grado di battere sicuramente i tradizionali hard disk. Produttori come OCZ, tra l'altro, stanno ampliando notevolmente la propria gamma di SSD, offrendo soluzioni sempre più capienti ad un prezzo, spesso, davvero accessibile.
