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Giovedì 01 Luglio 2010 08:32

Nuovi sviluppi per il delicato "equilibrio" tra Google ed il governo Cinese. La guerra fredda continua, ma Google pensa ad una nuova soluzione per calmare le acque: ora si attende la decisione finale di Pechino. Maggiori informazioni e sintesi sulle vicende pregresse di seguito.
E' sicuramente ben nota, ormai, problematica vicenda venutasi a creare tra Google ed il governo Cinese. Trovate maggiori che riassumono le delicate tensione venutesi a creare da qualche mese a questa parte in QUESTO articolo qui su InformaticaEasy ; in ogni caso, vi riassumo brevemente il tutto.
Qualche mese fa Google ha accusato di aver subito degli attacchi hacker provenienti da cittadini cinesi. Dopo aver segnalato la situazione alle autorità governative, che sembra non abbiano preso i dovuti provvedimenti, il re dei motori di ricerca ha risposto con una forte provocazione: eliminare qualunque censura dai risultati di ricerca restituiti agli utenti cinesi. La reazione di Pechino è stata immediata: se non si fosse ri-adegua ai criteri di "selezione" dei risultati di ricerca "suggeriti" dal governo cinese, Google avrebbe dovuto lasciare la Cina.
La popolazione cinese rappresentava e rappresenta, per Google, una vasta porzione di utenza. Rinunciarvi, chiaramente, avrebbe comportato ripercussioni a livello aziendale. Per questo la prima soluzione è stata quella di abbassare le serrande alla sede di Google China e reindirizzare i cinesi desiderosi di utilizzare Google all'omonimo website di Hong Kong.
Questo lo status quo. Perlomeno fino a qualche giorno fa, da quando è sorto un nuovo problema: un'importante scadenza. Ieri, infatti, è scaduta la licenza ICP -Internet Content Provider- necessaria per mantenere attivo un sito web commerciale come quello gestito da Google in Cina.
Sebbene Pechino non si sia ancora espressa sui provvedimenti che ha intenzione di intraprendere, Google ha già lamentato il blocco di alcune funzionalità del suo sito web.

Big G, sapendo che il reindirizzamento è una mossa considerata come semplice escamotage dalle autorità cinesi, ha pensato, in questi giorni, di proporre una nuova soluzione intermedia, cercando di giungere ad un compromesso per continuare ad assicurarsi il territorio cinese. In particolare, ha deciso di smettere di reindirizzare automaticamente gli utenti sulla "versione" del browser hostata ad Hong Kong: Google.cn è tornata ad esistere, tuttavia il redirect è a discrezione dell'utente, cliccando sull'immagine che appare. Ecco come viene visualizzato google.cn:

Ed ecco, a seguito del redirect tramite click, la homepage raggiunta su google.com.hk:

Si tratta di una soluzione dunque apparente ed esclusivamente formale, su cui il Governo cinese starà sicuramente già valutando una decisione in merito. In fondo questa mossa da parte di Google rappresenta una sorta di proposta di riconciliazione con la Cina; si spera che quest'ultima non la intenda come presa in giro. <<Sappiamo che molti utenti cinesi vogliono utilizzare il nostro motore di ricerca e non vogliamo che essi rinuncino a farlo>>: questo, in sintesi, il pensiero dell'Azienda riportato sul suo blog ufficiale.
La speranza che questa vicenda si risolva per il meglio è comune a molti; personalmente ho molto a cuore la sua risoluzione in seguito al raggiungimento di un ottimale compromesso da entrambe le parti.
Tutto ciò contribuirà a caratterizzare un qualcosa che è mi è ormai molto vicino. Ma questa è un'altra storia, di cui vi parlerò a tempo debito.
