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Giovedì 04 Marzo 2010 08:20

Immaginate di poter contare su una "super batteria" eco-friendly che usa ossigeno e combustibile fossile per creare energia pulita da usare per alimentare il computer domestico o intere server farm. Non è più fantascienza grazie alla Bloom box, già testata da Google.
E' persino comparsa sul sit web NYDailyNews la notizia relativa alla molto promettente invenzione di K.R. Sridhar, scienziato presso la Bloom Energy, che ha ideato la cosiddetta "Bloom box".
Il sistema promette di erogare energia pulita per uffici e ambienti domestici. Di cosa si tratta? Semplice, elettricità in scatola. E' questa la promessa del "Bloom Box", recentissima invenzione nata nella Silicon Valley presso la Bloom Energy.
"Tra i cinque e i dieci anni, vorremmo essere in ogni casa". Questa l'affermazione dell'ideatore di tale "super batteria" in occsaione di una una famosa trasmissione americana (60 Minutes) che ha dedicato un reportage in merito.
La scatola genera potenza wireless, combinando opportunamente un mix di ossigeno e combustibile fossile (gas naturale, bio-gas,...). Al momento, tale invenzione è già stata testata da Aziende di successo tra cui Google, FedEx ed eBay, che hanno sborsato centinaia di migliaia di dollari per dei supercalcolatori "green". Versioni più compatte di questa energy box possono essere utilizzate per alimentare le case in piena ecocompatibilità.

L'ideatore di questo sistema ha sviluppato questa soluzione quando lavorava per la Nasa, dedicandosi inizialmente allo sviluppo di macchinari che producessero ossigeno per gli astronauti su Marte. Tuttavia, quando tale progetto terminò di avere terreno fertile per essere portato avanti, Sridhar ne alterò le caratteristiche in modo da poter produrre energia.
Il sito web www.bloomenergy.com racchiude tutte queste novità per convincere anche i più scettici che credono poco in questa soluzione, in fondo già testata nel lontano 1830 e poi abbandonata.
Bloom Energy è ora alla ricerca di "imprenditori che hanno intenzione di cambiare il mondo" che sostengono tale iniziativa. Le risposte non sono certo tardate, non soltanto da produttori di automobili con carburanti alternativi ma anche da importanti aziende tra cui Netscape, Amazon e Google.
