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Mercoledì 01 Febbraio 2012 08:00

Un recente post sul blog ufficiale di Twitter informa gli utenti che l'Azienda ha rivisto la sua tecnologia di monitoring in modo da poter censurare eventualmente post ritenuti "inopportuni". Il meccanismo si adatterà dinamicamente a seconda dei dettami del Paese "ospite".
E forse anche i cinesi vedranno Twitter prima o poi. Ora che l'Azienda può censurare contenuti "sconvenienti" e "fastidiosi" le polemiche con il Governo di Pechino non avrebbero motivo di sussistere.
Il social network Twitter sta attraversando un periodi di forti critiche da parte dei suoi utenti dopo aver rivelato, tramite un post sul suo blog ufficiae, l'mplementazione di una tecnologia "modulare" di censura che si adatta specificamente al Paese dal quale si "cinguetta" (e dunque alla specifica localizzazione dell'utente). <<A seconda dei dettami richiesti da Governi ed organizzazioni>>, si apprende.
Dal punto di vista dell'utilizzatore finale, Twitter assicura che l'algoritmo con cui disabilitare particolari post non influenzerà l'approccio di Twitter alla libertà di espressione e verrà incorporato nell'output del sito web.
In molti gridano ad una novità scriteriata, tuttavia non è la prima volta che Twitter si vede costretta a rimuovere post "piccanti": ad esempio lo scorso anno in Gran Bretagna sono stati nascosti diversi tweet che esponevano dettagli riguardo alcune celebrità (in tal caso furono delle super-ingunzioni a vedere applicata la censura).
Twitter, dal canto suo, continua ad ostentare un approccio soft nei riguardi dei suoi utenti: parla di un sistema in realtà già attivo in via informale, secondo cui i tweet sono bloccati o cancellati a causa di processi giuridici.
Quanto questo sistema sia modulare lo si può comprendere da alcuni esempi concredi. Ad esempio, in Francia e Germania sono già soggetti a pesanti restrizioni post che trattano contenuti pro-nazismo, mentre tali tweet non causerebbero alcun fastidio in America e quindi qui verrebbero visualizzati. Forse è meno noto, ma già altri colossi del web come Google, Yahoo, eBay e Facebook già usano sistemi simili per controllare i contenuti.
A livello di implementazione algoritmica Twitter si è già data da fare apportando opportune variazione nelle API che ora conterrano un campo chiamato "withheld_in_countries".
Il sistema di geolocalizzazione dei tweets avverrà sulla base dell'indirizzo internet e sarà difficilmente aggirabile. Evidentemente accoppiate proxy/VPN potrebbero creare ostacoli significativi a tale meccanismo.

